L'ORA DELLA FANTASIA (BACIAMI, STUPIDO!)

In una cittadina di provincia un organista annoiato e con velleità da compositore, viene coinvolto dal suo amico “paroliere”, nonché unico benzinaio e meccanico della zona, in una beffa che potrebbe dare una svolta al futuro di entrambi.

Per uno strano gioco del destino un famosissimo cantante (e noto tombeur de femme), in viaggio verso una grande città per fare un concerto, è obbligato a deviare la sua rotta in automobile e a fermarsi per fare rifornimento in quel piccolo paese. Viene subito riconosciuto dal benzinaio che intravede, in quell’incontro, una grande opportunità per far conoscere e addirittura incidere su disco le canzoni scritte da lui e dall’amico musicista.

Inizia così l’inganno perpetrato dai due complici pasticcioni che, accecati dalla prospettiva del denaro e della popolarità, porterà il tastierista amatoriale ad offrire la propria moglie per compiacere la star, desiderosa di nuove avventure. Di fatto, però, farà passare l’entreneuse delmalfamato “Bar dell’ombelico”per sua moglie, con un goffo tentativo di preservare la propria dignità. Il piano sarà destinato a fallire, non solo perchéla mondanasi identificherà un po’ troppo con il ruolo affidatole, ma anche perché una serie di coincidenze porteranno l’autentica consorte a rivestire i panni dell’altra donna, e ad incontrare il cantante per cercare di aiutare il marito, con esiti del tutto imprevedibili.

La commedia, che ricalca in tutto e per tutto “L’ora della fantasia”di Anna Bonacci (autrice italiana nata a Roma nel 1892 e scomparsa a Falconara nel 1981), riprende la struttura di una classica pochade, e si sviluppa sul gioco dello scambio di persona: la moglie fedele prenderà il posto dell’ entreneuse, e quest’ultima, per una notte, si trasformerà in una sposa fedele. Ne risulta una scoppiettante ed esilarante situazione di equivoci, bugie e qui pro quoche porterà a un happy endingben poco consolatorio.

L’ora della fantasia (Baciami, stupido!)

TITOLO

Anna Bonacci

AUTORE

Commedia brillante

GENERE

Federico Farsura, Valentina Framarin, Roberto Maria Napoletano, Martina Sperotto, Matteo Zandonà e Max Fazenda

CAST

Piergiorgio Piccoli

REGIA

100 minuti con un intervallo

DURATA


Sognando la mèrica in pausa caffè - Teatro Safarà

Un ragazzo e una ragazza, giovani attori, si ritrovano in teatro durante la pausa caffè mentre stanno facendo le prove generali di uno spettacolo che si terrà la sera stessa su quello stesso palco.

L’attore legge all’attrice la traccia di un nuovo copione che sta abbozzando, il quale ha per tema l’emigrazione di molti italiani, in particolare dei veneti, verso il Brasile, verso LA MÈRICA.

Durante questa pausa i due attori decidono di giocare improvvisando sul tema del nuovo copione, dando così vita a due nuovi bizzarri personaggi: una coppia di giovani sposi, contadini veneti, che affrontano tutti i momenti del loro avventuroso viaggio verso la meta sconosciuta.

I timori della partenza verso un paese lontano, le speranze di una vita migliore, la scoperta della nuova realtà che li attende oltreoceano, dove non ci sono paesi, case, campi, osterie, chiese… nulla di tutto ciò che si sono lasciati alle spalle, ma nuove situazioni, a volte difficili e a volte anche irresistibilmente comiche.

I due spettacoli, completamente contrapposti, sono resi ben chiari allo spettatore dal cambio di lingua: l’italiano, quando i due ragazzi rappresentano il loro vivere quotidiano e il loro mestiere d’attore; il dialetto veneto, quando invece rappresentano la storia degli sposi emigranti.

La musica contemporanea ed elettronica, che fa parte dello “spettacolo moderno”, si inserisce però come sottofondo nel dialogo ben ritmato degli emigranti, creando vivacità e dinamicità allo spettacolo e dando un taglio modernissimo al lavoro.

Promo video: https://vimeo.com/255872225

Sognando la mèrica in pausa caffè

TITOLO

Roberto Maria Napoletano

AUTORE - REGIA E DRAMMATURGIA

Prosa – Teatro Contemporaneo

GENERE

Gianluca Parisella (Idga)

MUSICHE ORIGINALI

Lorenza Lombardi e Eros Emmanuil Papadakis

CAST

Teatro Safarà – Theama Teatro

PRODUZIONE


Mister Green

Mr. Green, un vecchio proprietario di lavanderia in pensione, camminando nel traffico dell’Upper West Side di New York, viene investito da un’automobile. Il conducente della vettura è Ross Gardiner, un giovane uomo impiegato in una multinazionale, il quale viene accusato di guida pericolosa e condannato dalla giustizia ad assistere Mr. Green una volta alla settimana per sei mesi.L’anziano signore abita in un appartamentino al quarto piano senza ascensore e ha bisogno di aiuto per le spese e il resto. Ha sempre mantenuto le tradizioni religiose della sua famiglia, ma si è trovato tristemente solo alla morte della moglie.

La commedia, scandita in scene con ritmo cinematografico, segue dall’inizio queste visite settimanali. All’iniziale diffidenza e conflittualità reciproca, il rapporto fra i personaggi si sviluppa e i due imparano a conoscersi, diventano indispensabili l’uno all’altro, in un continuo gioco in bilico fra confessioni e reticenze. Il dialogo, spesso marcatamente umoristico, mette in luce ferite lasciate aperte per anni nel destino dei protagonisti.

Il testo, andato in scena sui palcoscenici di tutto il mondo, si presta alla riflessione e all’analisi psicologica e vive del dialogo, insieme comico e commovente, fra due generazioni lontanissime.

Mister Green ci parla di fedeltà, di sentimenti e di famiglia.

Mister Green è una delle commedie più rappresentate al mondo negli ultimi vent’anni. È stata messa in scena in quasi 500 versioni teatrali in 45 paesi e in 24 lingue. I molti premi che ha ricevuto comprendono i riconoscimenti come “migliore commedia” in Germania, Israele, Messico, Grecia, Uruguay e Turchia, oltre al premio “Kulturpreis Europe”.

STAMPA INTERNAZIONALE

● “Jeff Baron’s absorbing and touching play is unashamedly old-fashioned. Its humanity leaves a heartwarming spirit.” (NY Law Journal)

● “A cannily crafted comedy-melodrama about friendship, family, openmindedness and forgiveness…a feelgood winner.” (NY Newsday)

● “Baron knows how to stay one step ahead of his audience and give it an experience that is emotionally true…As Mr. Green might have said, What’s not to like?” (Boston Globe)

● “It is doubtful you are likely to encounter a play more enjoyable, more honestly funny and, in the end, more moving than this quite delightful two-hander by Jeff Baron.” (Johannesburg Citizen)

● “Il testo, pur divertente di Jeff Baron, tocca, e non di sfuggita, temi di gran peso che sentiamo pur echeggiare nelle parole dei due interlocutori.” (L’unità)

Mister Green

TITOLO

Jeff Baron

AUTORI

Michela Zaccaria

TRADUZIONI

Massimo De Francovich e Maximilian Nisi

CAST

Theama Teatro

SCENE E COSTUMI

Daniela Padovan

ASSISTENTE DI SCENA

Claudio Scuccato

RESPONSABILE TECNICO

Stefano De Meo

MUSICHE ORIGINALI

Piergiorgio Piccoli

REGIA


La Locanda delle Beffe - El galo dela checa

In un favolistico Veneto anni ’50, Marco Cerisiola è il proprietario della trattoria “Al Galo” e della Locanda de la “Checa”. Corpulento e rozzo, incurante della propria goffaggine, si atteggia a tombeur de femmes con tutte le frequentatrici della propria trattoria aperta in un luogo di villeggiatura, rivolgendo una particolare attenzione alla signora Serena e alla signora Pierina. Le due, amiche, scoperto il comportamento di questo “Falstaff” nostrano, decidono di rendergli pan per focaccia e al ritorno dalla villeggiatura organizzano, una beffa ai suoi danni, con la complicità della “mitica” signora Bice. Non tutto andrà per il verso giusto, anche perché nella vicenda entreranno a far parte della trama il colonnello Sanson (marito di Serena) ed il cavalier Zancan, coinvolto suo malgrado dopo aver ingerito il miracoloso triturato di carapace di Calabria, dalle potenti facoltà afrodisiache.

Tra equivoci, inganni e colpi di scena, lo spettacolo arriverà ad una conclusione liberatoria, nella quale tutti i personaggi troveranno la loro soddisfazione e Marco Cerisiola la sua giusta punizione. In questo allestimento “Theama Teatro” ha voluto unire l’ormai consolidata esperienza del gruppo attoriale storico alla freschezza di giovani attori inseriti in compagnia. Il connubio risulta piacevole, nuovo e molto gioioso, poiché unisce al divertimento della trama ben congeniata alcune invenzioni teatrali e la giusta dose di improvvisazione, in grado di intrattenere piacevolmente lo spettatore coinvolgendolo anche, a sorpresa, in modo molto diretto.
Nel panorama del teatro italiano e particolarmente veneto tra le due guerre mondiali, Arnaldo Boscolo (Quarto d’Altino, 17 agosto 1885 – Roma 12 luglio 1963) è considerato uno dei più brillanti e prolifici autori e le sue commedie sono state rappresentate dalle più importanti compagnie veneziane e italiane del tempo quali: Carlo Micheluzzi, Gino Cavalieri, Cesco Baseggio. Fu contemporaneo di Gino Rocca, Palmieri, Renato Simoni e, Simoni stesso, dopo aver abbandonato la Drammaturgia per la Critica Teatrale, elogiò più volte l’Opera del Boscolo. Le sue opere (teatro, teatro radiofonico e televisivo, poesie, saggi) sono circa novanta. Molte delle sue commedie vengono tuttora rappresentate e apprezzate in tutto il Veneto.

La Locanda delle Beffe el galo dela checa

TITOLO

Arnaldo Boscolo

AUTORE

Commedia brillante in lingua veneta

GENERE

Daniele Mastrotto

VIDEO

Aristide Genovese, Piergiorgio Piccoli, Anna Zago, Daniele Berardi, Anna Farinello, Matteo Zandonà, Elia Zanella e Francesca Marchiani

CAST

Piergiorgio Piccoli, Aristide Genovese e Anna Zago

REGIA


La catasta

L’arte è vita, sostengono molti, ma fino a che punto ci si può spingere oltre il buon senso per giustificarne l’esistenza, e la vita stessa può essere immolata sul sacro altare dell’arte? L’opera a cui un gruppo di ragazzi darà forma, passo dopo passo, in questo spettacolo, ha l’intento di respingere fermamente la scelta del compagno di classe che ha deciso di isolarsi e di dichiarare al mondo che tutto è inutile e che nella vita niente ha un senso. Questi giovani vogliono attestare l’esistenza di un reale ed importante significato delle cose che ci circondano. Suddivisa in otto capitoli, come otto stadi progressivi nella creazione artistica, si sviluppa la costruzione di un’opera involontaria denominata, proprio per il suo intento, Catasta del Significato.

In un ideale di teatro in cui convergono musica, drammaturgia, corpo, poesia e scultura e dalla necessità di una sintesi fra le diverse arti performative nasce quindi una storia che indaga il senso dell’esistenza e di ciò a cui gli uomini, nel corso della vita, cercano di dare un valore intrinseco. Questo significato delle cose visto con gli occhi di un gruppo di ragazzi che lottano per difendere un futuro pieno di ideali, si trasformerà nel più sconcertante monumento all’eterna frustrazione dell’uomo davanti ai misteri della vita e della morte. La ricerca esasperata di giovanili valori universali, prodromo di una età adulta ancora più folle, precipiterà verso un assurdo linciaggio mediatico attraversando una catena inarrestabile di paure, speranze, fragilità, crudeltà e fanatismi, dove la follia del branco riuscirà a generare le scelte creative più contraddittorie e perverse che si possano immaginare se non in un racconto dell’orrore.

SINTESI

Fiaba noir pensata per i ragazzi ma che turba e conquista soprattutto gli adulti. Una potente allegoria dell’ostinata, per molti disperata, ricerca del senso dell’esistenza e dei suoi significati soggettivi. Lo spettacolo mette in scena follia e fanatismo, perversione e fragilità, paura e speranza, fratellanza e bullismo, e soprattutto sfida lo spettatore adulto a ritrovare in sé l’innocente crudeltà dell’adolescenza, fatta di assenza di compromessi, coraggio provocatorio e commovente brutalità.

La Catasta

TITOLO

dall’opera Niente di Janne Teller – traduzione di Maria Valeria D’Avino

AUTORI

Partitura di movimento, parole e note

GENERE

Anna Zago e Anna Farinello e con Valentina Forcato, Martina Merluzzi, Guido Sciarroni, Tommaso Zorzan e Matteo Zandonà con la partecipazione della performer Valentina Dal Mas

CAST

Sagra delle Cose Strane

COPRODUZIONE E MUSICHE ORIGINALI ESEGUITE DAL VIVO

Piergiorgio Piccoli e Anna Zago

REGIA


L’ex marito in busta paga

La vita è bella e senza problemi per Séverine Chapuis, a capo di una grande casa editrice parigina. Tutto procede per il meglio fino al giorno in cui si vede piombare in ufficio Jean-Pierre, il suo ex-marito. Un ex-uomo d’affari, ambizioso ed arrogante, che vent’anni prima l’aveva abbandonata per una giovane modella. Oggi, nel bisogno, senza sussidio e senza fissa dimora, malvestito e con sguardo mogio e supplicante, viene ad elemosinare un lavoro. Dapprima scioccata, poi impietosita, Séverine gli offre un impiego come “tecnico tuttofare”, naturalmente sotto falso nome perché non ritiene opportuno comunicare al personale dell’impresa che Jean-Pierre è il suo ex-marito. Inghiottendo il proprio orgoglio Jean-Pierre s’infila la giacca da lavoro, prende il secchio, la scopa e la ramazza e accetta tutte le umiliazioni di Séverine, che lo tratterà come l’ultimo dei servi. Ma lui non è certo il tipo d’uomo che si rassegna e, anche se non ha più denaro, non è certo privo di risorse a livello di inventiva per mettere in difficoltà l’ex consorte, la quale però lo ripaga, di volta in volta, in ugual misura. Da qui una guerra all’ultimo sangue e una serie di sconvolgenti sorprese che, in un crescendo di catastrofiche e divertentissime situazioni, portano tutti i personaggi della commedia verso l’inevitabile lieto fine.

divertentissime situazioni, portano tutti i personaggi della commedia verso l’inevitabile lieto fine.

La stampa francese dice: “Nuova scommessa vinta dall’autore Éric Assous, infatti la commedia “ Il Tecnico” è spassosa e quanto mai entusiasmante. Un nuovo universo di parole, di situazioni, di equivoci. È una commedia pura, un divertimento, le cui risorse sono legate a questa magistrale conoscenza che egli ha dell’anima umana, dei suoi disordini, del suo fascino” 

Éric Assous è autore, sceneggiatore e regista, nato a Tunisi e residente in Francia. Autore di 80 pièces radiofoniche per l’emittente France Inter, di numerose opere teatrali, oltre che di sceneggiature per la televisione ed il cinema. É uno degli autori francesi contemporanei di maggior successo e gradimento da parte del pubblico e della critica.

Prima rappresentazione in Italia

L’ex marito in busta paga (Il tecnico)

TITOLO

Éric Assous

AUTORE

commedia brillante in lingua italiana

GENERE

Anna Zago, Piergiorgio Piccoli, Aristide Genovese, Daniele Berardi, Anna Farinello, Matteo Zandonà, Mara Santacatterina

CAST

Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese

REGIA


In nome della madre

L’adolescenza di Miriàm/Maria smette da un’ora all’altra. Un annuncio le mette il figlio in grembo.

Qui c’è la storia di una ragazza, operaia della divinità, narrata da lei stessa.

Qui c’è l’amore smisurato di Iosef per la sposa promessa e consegnata a tutt’altro. Miriàm/Maria, ebrea di Galilea, travolge ogni costume e legge. Esaurirà il suo compito partorendo da sola in una stalla.

Qui narra la gravidanza avventurosa, la fede del suo uomo, il viaggio e la perfetta schiusa del suo grembo. La storia resta misteriosa e sacra, ma con le corde vocali di una madre incudine, fabbrica di scintille. Le notizie su Miriàm/Maria provengono dalle pagine di Matteo e di Luca.

Qui s’ingrandisce un dettaglio da loro accennato: l’ascensione della natività nel corpo femminile, il più perfetto mistero naturale. E’ in fondo senza peso il concorso maschile in questa storia, senza che se ne senta la mancanza, nonostante la figura di Giuseppe emerga in tutta la sua umanità. Non è scritto nei loro libri che nella stalla c’erano levatrici o altro personale intorno al parto. Partorì da sola. Questo è il maggior prodigio di quella notte di natività: la perizia di una ragazza madre, la solitudine assistita.

“In nome del padre”: inaugura il segno della croce.

In nome della madre s’inaugura la vita.

Una commedia allegra, anzi, spassosa, che però non mancherà di far riflettere sul senso della vita, sulle varie generazioni e sulle passioni che, nonostante le delusioni, non smettono mai di rivendicare i loro spazi.

Un testo di enorme successo in Francia dove è stato uno degli spettacoli più visti, in particolar modo a Parigi.

questa storia, senza che se ne senta la mancanza, nonostante la figura di Giuseppe emerga in tutta la sua umanità. Non è scritto nei loro libri che nella stalla c’erano levatrici o altro personale intorno al parto. Partorì da sola. Questo è il maggior prodigio di quella notte di natività: la perizia di una ragazza madre, la solitudine assistita.

“In nome del padre” inaugura il segno della croce. In nome della madre s’inaugura la vita.

Spettacolo inserito nella IV edizione del Festival Biblico 2008

In nome della madre

TITOLO

Erri De Luca

AUTORI

prosa poetica

GENERE

Anna Zago, Daniele Berardi

CAST

Giovanni Panozzo

MUSICHE

Carloalberto Piccoli

SCENOGRAFIE

Aristide Genovese

ASSISTENTE REGIA

Piergiorgio Piccoli

REGIA


Fiore di Cactus

Da un ispido cactus può sbocciare un fiore di rara bellezza, mentre le bugie hanno sempre le gambe corte, specie se chi le racconta vive eternamente nella menzogna.

Un testo straordinario che è diventato ormai un classico della commedia “brillante” e che riesce a raccontare grandi verità sulla vita, sull’amore, sul dolore e su tutte le debolezze umane.

Fiore di cactus alterna momenti sentimentali ad altri più scanzonati con grande naturalezza, andando dritto al cuore del pubblico, attraverso una serie di bizzarre storie d’amore che sbocciano fra situazioni fra le più “spinose”.

La commedia di Barillet e Gredy è un vaudeville perfetto nei tempi, nell’intreccio, nel gioco di equivoci a incastro.

In un susseguirsi di colpi di scena e di situazioni comiche si sviluppa una storia intima ed emozionante, che narra le vicende di un dentista donnaiolo, rigorosamente scapolo, che obbliga la segretaria Stefania a farsi passare per sua moglie allo scopo di risolvere un’ingarbugliata questione sentimentale. Dopo una serie di divertenti malintesi il “castello di bugie” crollerà fino a far emergere le affinità elettive tra i due protagonisti con l’amore, che sboccerà come un “fiore di cactus”.

Una pièce teatrale dal ritmo indiavolato che dal 1964, anno in cui fu messa in scena per la prima volta, non ha mai smesso di essere rappresentata con successo in tutto il mondo, successo culminato con tre anni di repliche ininterrotte a Broadway con la memorabile interpretazione di Lauren Bacall.

Un classico del teatro leggero che in molti ricorderanno per la straordinaria interpretazione cinematografica di Walter Matthau, Ingrid Bergman e Goldie Hawn nell’omonimo film diretto da Gene Saks nel 1969.

Fiore di Cactus

TITOLO

Pierre Barillet e Jean-Pierre Grédy

AUTORI

commedia brillante in lingua italiana

GENERE

BENEDICTA BOCCOLI – MAXIMILIAN NISI

Anna Zago – Aristide Genovese/Thierry Di Vietri – Piergiorgio Piccoli/ Daniele Berardi

Anna Farinello – Ilaria Pravato – Matteo Zandonà – Anna Farinello – Federico Farsura

CAST

Stefano De Meo

MUSICHE A CURA DI

Adriano Pernigotti

SCENOGRAFIE

Palcobase

REALIZAZIONE SCENE

Samuel Donà

LUCI E FONICA

Rosita Longhin

COSTUMI

Claudio Scuccato – Sia Idee

DIREZIONE TECNICA

Federica Bassi e Valentina Ferrara

ASSISTENTE REGIA

Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese

REGIA


El moroso dela nona

La vicenda ha come sfondo una Venezia, che aspetta con ansia lo svolgersi della regata storica. In questo fondamentale momento dell’anno un’intera famiglia, la famiglia del gondoliere Momolo Paneti, si prepara a presentare in gara il rampollo di casa Nane. Negli episodi spassosi che compongono le giornate che precedono la regata si inserisce in modo fortuito la comparsa di un vecchio mercante, Bortolo Gavagni, che si scoprirà essere il vecchio “moroso” di nonna Rosa, l’anziana padrona di casa. Fra equivoci, colpi di scena ed un po’ di intrigo, dovuto alla misteriosa scomparsa di un portafogli, la vicenda giungerà al più classico dei lieto fine, premiando tutti i personaggi con un giusto riconoscimento.

El Moroso dela Nona è forse il testo più conosciuto di Giacinto Gallina ed è anche, dal punto di vista della rappresentazione scenica, quello che più si allontana dalla visione, tipica dell’autore, di una Venezia decadente e malinconica, nella quale anche le persone vivono le loro relazioni con un fondo di tristezza.

Nel “Moroso” Gallina sfodera una grande capacità ironica, che innesca i meccanismi comici, attraverso una vicenda vivace e briosa, nella quale predominano i colpi di scena e gli accadimenti più inaspettati. A tutto questo si unisce la forza e l’emozione di due vicende d’amore, diverse per l’età dei protagonisti, che arricchiscono e impreziosiscono il testo conferendogli la giusta dose di coinvolgimento anche per chi è desideroso di ritrovare nei personaggi, oltre alla capacità di divertire, anche il risvolto umano e la ricchezza dei sentimenti.

In questo nuovo allestimento, come ormai nello stile delle nostre recenti produzioni comiche, il testo di Gallina viene arricchito con una gustosa attualizzazione del testo nonché, sfruttando la naturale indole comica degli attori sulla scena, da frequenti inserimenti legati alla capacità di improvvisazione. A questo si aggiungano le spassose caratterizzazioni dei personaggi che faranno da contrappunto alla divertente umanità che popola scena. Ne risulta uno spettacolo leggero, adatto a qualsiasi fascia d’età, che coniuga la tradizione della grande commedia veneziana al gusto e alla sensibilità degli attori veneti contemporanei, capaci di far rivivere sulla scena situazioni paradossali, nelle quali, però, possiamo riconoscere tutti i difetti, i vizi, le inutili inquietudini, i tic, della vita reale.

El moroso dela nona

TITOLO

Giacinto Gallina

AUTORE

Commedia brillante in lingua veneta

GENERE

Aristide Genovese, Piergiorgio Piccoli, Valentina Ferrara, Daniele Berardi, Alessandra Niero, Anna Farinello, Matteo Zandonà

CAST

Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese

REGIA