L’arte è vita, sostengono molti, ma fino a che punto ci si può spingere oltre il buon senso per giustificarne l’esistenza, e la vita stessa può essere immolata sul sacro altare dell’arte? L’opera a cui un gruppo di ragazzi darà forma, passo dopo passo, in questo spettacolo, ha l’intento di respingere fermamente la scelta del compagno di classe che ha deciso di isolarsi e di dichiarare al mondo che tutto è inutile e che nella vita niente ha un senso. Questi giovani vogliono attestare l’esistenza di un reale ed importante significato delle cose che ci circondano. Suddivisa in otto capitoli, come otto stadi progressivi nella creazione artistica, si sviluppa la costruzione di un’opera involontaria denominata, proprio per il suo intento, Catasta del Significato.

In un ideale di teatro in cui convergono musica, drammaturgia, corpo, poesia e scultura e dalla necessità di una sintesi fra le diverse arti performative nasce quindi una storia che indaga il senso dell’esistenza e di ciò a cui gli uomini, nel corso della vita, cercano di dare un valore intrinseco. Questo significato delle cose visto con gli occhi di un gruppo di ragazzi che lottano per difendere un futuro pieno di ideali, si trasformerà nel più sconcertante monumento all’eterna frustrazione dell’uomo davanti ai misteri della vita e della morte. La ricerca esasperata di giovanili valori universali, prodromo di una età adulta ancora più folle, precipiterà verso un assurdo linciaggio mediatico attraversando una catena inarrestabile di paure, speranze, fragilità, crudeltà e fanatismi, dove la follia del branco riuscirà a generare le scelte creative più contraddittorie e perverse che si possano immaginare se non in un racconto dell’orrore.

SINTESI

Fiaba noir pensata per i ragazzi ma che turba e conquista soprattutto gli adulti. Una potente allegoria dell’ostinata, per molti disperata, ricerca del senso dell’esistenza e dei suoi significati soggettivi. Lo spettacolo mette in scena follia e fanatismo, perversione e fragilità, paura e speranza, fratellanza e bullismo, e soprattutto sfida lo spettatore adulto a ritrovare in sé l’innocente crudeltà dell’adolescenza, fatta di assenza di compromessi, coraggio provocatorio e commovente brutalità.

La Catasta

TITOLO

dall’opera Niente di Janne Teller - traduzione di Maria Valeria D’Avino

AUTORI

Partitura di movimento, parole e note

GENERE

Anna Zago e Anna Farinello e con Valentina Forcato, Martina Merluzzi, Guido Sciarroni, Tommaso Zorzan e Matteo Zandonà con la partecipazione della performer Valentina Dal Mas

CAST

Sagra delle Cose Strane

COPRODUZIONE E MUSICHE ORIGINALI ESEGUITE DAL VIVO

Piergiorgio Piccoli e Anna Zago

REGIA