VITTORIA E MARIA, DONNE DI PACE IN UN'ALBA DI GUERRA

1916. Due donne, Vittoria e Maria, si ritrovano in una stanza dell’ospedale psichiatrico di Brusegana (PD): la prima è ricoverata per via di una nefrite molto grave, la seconda è la sua infermiera. Entrambe hanno vissuti simili, entrambe hanno l’esistenza sconvolta dal primo conflitto mondiale in essere. In questa piccola stanza d’ospedale, in un gioco di ruolo a metà fra la finzione scenica e il delirio indotto dalla malattia, le due donne mettono in scena un passato fortemente segnato dalla guerra. Entrambe recano in sé traccia dell’altra, trasformandosi ora in madre, ora in figlia o cugina, confrontandosi o scontrandosi con tutte queste figure evocate e l’ambiente che le circonda. E’ così che la scena, sulla quale si rappresenta la realtà, subisce continue trasfigurazioni temporali, richiamando episodi vissuti, trasferendoli nel presente. In questo presente, nel quale entrambe vivono il forte disagio di essere donne di pace in tempo di guerra, la loro fragilità e le loro debolezze vengono violentemente scosse dalla forza esercitata dal conflitto.

Vittoria e Maria, donne di pace in un’alba di guerra

TITOLO

Prosa – commemorativo

GENERE

Marina De Luca

REGIA


Sui campi di Fiandra sbocciano i papaveri

Lo spettacolo è ispirato alla storia di Vera Brittain, sorella di Edward Brittain capitano dell’undicesimo battaglione dei Sherwood Foresters, caduto in battaglia nei boschi di Asiago il 15 giugno 1918 e di cui Vera non ha mai cancellato, nei decenni, il ricordo nel cuore.

A Granezza, una lapide evoca questa romantica storia di altri tempi, di amore e di guerra, incentrata sulla figura di Edward Brittain, arruolatosi come volontario nel 1915, che sarebbe rimasta sconosciuta senza i racconti della sorella, volontaria della Croce Rossa sul fronte francese.

In questa suggestiva rappresentazione Vera, in un dialogo onirico fra lei e la sua amica scrittrice Winifred Holtby, descrive non solo l’esperienza diretta della guerra ma analizza lucidamente la fine di un’epoca e la tragica disillusione di un’intera generazione, la lost generation, la generazione perduta di giovani uomini di un’età media di 23 anni. Chissà cosa sarebbe successo in Europa e nel mondo intero senza questa grande perdita, chissà che futuro avremmo tutti  potuto avere se questa giovane generazione non fosse stata spazzata via in modo più o meno inutile.

Che significato può avere morire durante una guerra di cui non si conosce il perché, morire giovani, essere dimenticati? L’amore e la pietà di Vera per il fratello la porteranno a una consapevolezza e ad una presa di coscienza che determinerà il corso della sua vita e che si estenderà anche oltre la sua morte.

Gli orrori del conflitto e le tragedie personali che colpirono la giovane crocerossina, la maturazione sentimentale, psicologica e professionale di una donna medio–borghese, i suoi sentimenti, i suoi ricordi, le sue emozioni conseguenti ad un inaspettato legame con un piccolo cimitero sperduto fra i boschi di uno sconosciuto altopiano d’Italia, vengono messi in scena “fotografando” il momento della prima visita di Vera alla tomba del fratello Edward, proprio a Granezza. Durante quella visita Vera decise che quel luogo doveva essere anche la sua ultima dimora. Nel settembre del 1970 infatti, per sua volontà, le sue ceneri furono portate in Italia dalla figlia e sparse accanto alla lapide del fratello in quel piccolo camposanto. Centinaia di visitatori giungono ogni anno da parte del Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Australia, Sud Africa, per rendere omaggio al Capitano Brittain, che fu immortalato nell’opera letteraria della sorella. Vera Brittain infatti fu anche un’ottima scrittrice, e il suo impegno sociale e politico, oltre al rifiuto della guerra dopo gli orrori vissuti, la portarono ad occuparsi di diritti civili e, in particolare, a lottare per il suffragio femminile e a svolgere un’intensa attività nel movimento pacifista inglese.

Sui campi di Fiandra sbocciano i papaveri

TITOLO

Saverio Mirijello, Aristide Genovese, Piergiorgio Piccoli

AUTORI

Prosa

GENERE

Daniele Mastrotto

VIDEO

Anna Zago e Anna Farinello

CAST

Piergiorgio Piccoli

REGIA