Odette e il lago dei cigni

La stupenda partitura musicale del più famoso balletto della storia è lo spunto da cui prende il via questa splendida fiaba. La musica, abbinata all’azione teatrale e coreografica, crea immagini cariche di magia, e dona al piccolo spettatore sensazioni uniche ed inaspettate, partendo dall’idea del “sortilegio” che è alla base de “Il lago dei cigni” di Čajkovskij.

Odette di giorno si trasforma in cigno a causa di un incantesimo, mentre di notte è una spensierata ragazzina accudita da Odile, giovane donna che si occupa di lei come un’affettuosa sorella, ma che in realtà assume nei suoi confronti un comportamento irridente e ambiguo, che nuoce all’autostima dell’ingenua ragazzina facendola sentire goffa e ridicola e costringendola, per la vergogna, a fuggire, una notte, nel bosco.

La sfiduciata Odette incontrerà nella foresta alcune creature che l’aiuteranno a proseguire nella giusta direzione, ad affrontare le proprie paure e a prendere coscienza delle proprie potenzialità. La nostra protagonista quindi inizierà un viaggio alla ricerca di un antidoto contro le avversità, viaggio alla ricerca di un antidoto contro le avversità, imparando che, oltre al raggiungimento della meta, è importante il percorso che si è disposti ad affrontare, e che non serve ottenere “tutto e subito” per diventare grandi, ma che bisogna seguire tutte le tappe necessarie alla crescita.

Odette, poi, volerà ad ali spiegate alla scoperta di un mondo di emozioni che ancora non le appartengono, ma che una volta sperimentate faranno di lei una persona, se non ancora adulta, almeno più matura e più ricca, una persona capace di affrontare la vita in modo positivo, di stabilire buone relazioni, di gioire dei propri sentimenti e di superare con equilibrio le inevitabili difficoltà della vita, in un mondo in cui la gioia, la bellezza e la giustizia si riscattano inesorabilmente sull’inganno, la prevaricazione e su tutti i comportamenti negativi.

 

Musiche, danze e proiezioni accompagnano questo allestimento, creando una suggestione alla quale bambini e “diversamente bambini” non potranno far altro che cedere, partecipando in allegria a questo dolce viaggio.

Odette e il lago dei cigni

TITOLO

Aristide Genovese e Piergiorgio Piccoli

AUTORI

Spettacolo teatrale per bambini e famiglie

GENERE

“Il lago dei cigni” di Peter Il’ic Čajkovskij

MUSICA

Anna Farinello, Alessandra Niero, Matteo Zandonà, Ilaria Pravato

CAST

Ester Mannato Obiettivo danza

COREOGRAFIE

Mara Santacatterina

SCENOGRAFIE

Claudio Scuccato

LUCI

Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese

CONSULENZA ARTISTICA

Anna Zago

REGIA


Il viaggio di Riccioli d'oro

Il teatro è un gioco che da bambini facciamo senza saperlo, istintivo e spontaneo. Non serve nulla per poterlo fare se non noi stessi, un po’ di fantasia e un compagno di giochi… e quanto è bello se chi gioca con noi è il nostro papà, la nostra mamma, la maestra o “un grande”?

Il Viaggio di Riccioli d’Oro è un grande gioco. Anzi è il grande gioco del teatro, dove le voci, i corpi, i disegni, si trasformano in una favola magica, emozionante ed avvincente.

Lo spettacolo vuole proprio essere un omaggio alla semplicità del gioco che può nascere quando bambini e adulti giocano insieme, creando un piccolo mondo usando ciò che hanno a disposizione: fogli, pennarelli, piccoli oggetti della quotidianità. Il gioco può essere accompagnato da un po’ di musica, ma, soprattutto, da tanta immaginazione.

Sulla scena, le piccole Perla e Luna, assieme al papà, ci racconteranno la loro versione della celebre storia “Riccioli d’oro”, nella quale, la bimba protagonista del racconto diventerà russa, suonerà la balalaika, scapperà dalla propria città a causa della guerra e incontrerà i tre famosi orsetti che invece di scacciarla la accoglieranno come una di loro.

Musiche, danze e proiezioni accompagnano questo allestimento, creando una suggestione alla quale bambini e “diversamente bambini” non potranno far altro che cedere, partecipando in allegria a questo dolce viaggio.

Il viaggio di riccioli d’oro

TITOLO

Anna Zago, Piergiorgio Piccoli, Aristide Genovese

AUTORI

Fiaba popolare scozzese “Riccioli d’oro (Goldilocks) e i tre orsi”

FONTI

Spettacolo teatrale per bambini e famiglie.

GENERE

Anna Farinello, Ilaria Pravato, Max Fazenda

CAST

Barbara Ricaldone

ILLUSTRAZIONI

Florin Perdun

SCENOGRAFIE

Ester Mannato – Obiettivo Danza

MOVIMENTI SCENICI

Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese

CONSULENZA ARTISTICA

Anna Zago

REGIA


Esmeralda e Quasimodo

Ispirato al famoso romanzo Notre Dame de Paris di Victor Hugo e al balletto di Jules Perrot, sulle musiche di C. Pugni, “La Esmeralda”, lo spettacolo è incentrato sulla figura della ballerina Esmeralda e del suo rapporto con il poco fortunato Quasimodo, il gobbo campanaro di Notre Dame.

Esmeralda, il cui vero nome, è Agnès è una ballerina girovaga che danza per le strade di Parigi accompagnata da un’improbabile zingara indovina. Troverà amicizia e conforto nel solitario Quasimodo, vessato da Frollo perché considerato brutto e deforme.

I due ragazzi riusciranno, grazie anche all’aiuto di due statue parlanti, a trovare l’uno nell’altro la forza ed il coraggio per opporsi alla crudeltà di Frollo, riuscendo a “vedersi” e a “sentirsi” oltre le apparenze fisiche.

La contrapposizione fra la bellezza, l’eleganza e l’armonia dei movimenti di Esmeralda e la deformità e la goffaggine di Quasimodo, nonché fra l’impossibilità di esprimersi verbalmente di lei e l’incredibile voce melodica di lui, diventerà il motivo dell’unione tra i due ragazzi che scopriranno che i loro cuori e le loro anime, pure e candide, sono le due facce di una stessa medaglia.

Lo spettacolo pone la propria attenzione sulle tematiche della comprensione della diversità e dell’accettazione dell’altro, nonché sulla capacità del mondo adulto di riconoscere e liberare le potenzialità individuali dei bambini e dei ragazzi.

Un’interpretazione troppo rigida delle regole può soffocare l’intimità. Il giovane all’inizio del suo percorso nella vita ha bisogno sicuramente di una guida e di un punto di riferimento, ma se le regole vengono subite e  non comprese si costruiscono rapporti basati sull’autoritarismo, escludendo l’affettività dallo sviluppo armonico dell’individuo. L’esplorazione intima della sfera dei sentimenti e degli affetti è condizione necessaria alla crescita.

Esmeralda e Quasimodo

TITOLO

Aristide Genovese e Piergiorgio Piccoli

AUTORI

Spettacolo di teatro e danza (dai 06 agli 11 anni)

GENERE

“La Esmeralda” famoso balletto di Jules Perrot musicato da  Cesare Pugni e musiche originali di Giovanni Panozzo

MUSICHE

Anna Farinello, Federico Farsura, Matteo Zandonà, Ilaria Pravato, Max Fazenda

CAST

Ester Mannato Obiettivo danza

COREOGRAFIE

Claudio Scuccato

LUCI

Piergiorgio Piccoli

CONSULENZA ARTISTICA

Anna Zago e Aristide Genovese

REGIA


Tanto par pèrdarse via

Serata comica dedicata alla tradizione popolare veneta, con musica dal vivo e divertentissimi brani scelti fra poesie e monologhi, tutti all’insegna del divertimento e della valorizzazione delle usanze e dei personaggi tipici della nostra regione, con una particolare sezione dedicata alle ricette venete.

Brani dialettali di PierGiuseppe Cevese, Adriano De Zotti, Dino Durante, Giorgio Lanza, Walter Basso, Adolfo Giuriato, Virgilio Scapin, Angelo Berlese, Leone Fabbris e altri.

Il repertorio è integrato con letture comiche di Ettore Petrolini, Stefano Benni,  Riccardo Cassini, Achille Campanile ed altri autori celebri e altre letture e brani satirici moderni a cura di Theama Teatro.

Tanto par pèrdarse via

TITOLO

Autori vari

AUTORI

Reading comico con accompagnamento musicale dal vivo

GENERE

Piergiorgio Piccoli, Aristide Genovese, Daniele Berardi

Alle tastiere: Roberto Jonata

CAST

Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese

REGIA


Non ho peccato abbastanza

“Ogni corpo è un essere vivente. Ogni poesia è femmina”. (Hamda Khamis).

Una lettura scenica divisa in quattro parti. La prima sarà dedicata alla cultura occidentale, in cui verranno letti brani e poesie di rinomate poetesse europee e statunitensi. La seconda dedicata al teatro, con la messa in scena di alcuni brani da “Ti amo Maria” di Giuseppe Manfridi, in cui le energie emotive rimaste compresse all’interno di una coppia, nel momento in cui emerge la possibilità di un distacco definitivo e di una perdita di possesso dell’uomo sulla donna, sono pronte ad esplodere e a manifestarsi con violenza. Una storia d’amore che si fa scontro, conflitto e persecuzione, in cui nel circolo vizioso di vittima e carnefice emerge, con anni di anticipo, la tematica attuale dello stalker che non sa accettare l’indipendenza della persona amata e perduta. La terza parte è invece cultura dedicata alla voce delle nuove poetesse provenienti dal Medio Oriente. Queste donne, costrette a subire censure e discriminazioni in nome di precetti antiquati, fanno sì che la loro resistenza esista e lotti dall’interno. Nei loro versi entrano temi di attualità, come la guerra, o eterni, come le violenze subite, le inquietudini esistenziali, il sentimento, l’amore che assurge al ruolo di una divinità, il corpo. Dal Marocco all’Iraq, dalla Siria allo Yemen, queste donna innalzano, ciascuna a proprio modo, un inno alla vita e alla passione, un canto che diventa un sensuale gioco di sensazioni e di vitale opposizione ai soprusi. La quarta ed ultima parte, oltre ad alcune prose di Piergiorgio Piccoli, narra una storia di cronaca al femminile, dolce, piena di speranza e ricca di umana sincerità.

Non ho peccato abbastanza

TITOLO

Reading letterario

GENERE

Anna Zago, Anna Farinello, Daniela Padovan, Mara Santacatterina, Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese

CAST

Giuseppe dal Bianco

MUSICHE ETNICHE DAL VIVO

Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese

REGIA


Le canzoni di Coppi e Bartali

Questi due atleti perfetti, fra i più grandi esistiti, sono stati tanto diversi fra loro quanto possono esserlo due diverse rappresentazioni del mondo, due modi diversi di concepire l’universo e l’esistenza. Il duello fra questi due rivali, fra questi due nemici fraterni, è stato il più bello, il più puro, il più nobile al quale sarà mai dato di assistere nel ciclismo.

L’ intero sport internazionale forse non vedrà mai più, l’uno di fronte all’altro, due campioni che incarnino a tal punto i due aspetti essenziali del mondo moderno. Li ricordiamo attraverso un percorso teatrale e canoro legato ai loro decenni di splendore.

Il duo A Bassa Voce rielabora in chiave acustica alcuni dei brani più belli degli ultimi decenni tratti dal repertorio che spazia dal jazz al pop passando per alcuni classici della musica per film.

L’esecuzione è affidata solamente alla voce e al basso a 6 corde, talvolta supportata dall’impiego di una loop station. Ne scaturisce così una interpretazione limpida in grado di mettere in evidenza la purezza e l’essenzialità delle musiche proposte.

Le canzoni di Coppi e Bartali

TITOLO

Reading con accompagnamento musicale dal vivo

GENERE

Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese

Musiche dal vivo del duo A Bassa Voce: Claudia Valtinoni (voce), Toni Moretti (basso)

CAST

Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese

REGIA


Mister Green

Mr. Green, un vecchio proprietario di lavanderia in pensione, camminando nel traffico dell’Upper West Side di New York, viene investito da un’automobile. Il conducente della vettura è Ross Gardiner, un giovane uomo impiegato in una multinazionale, il quale viene accusato di guida pericolosa e condannato dalla giustizia ad assistere Mr. Green una volta alla settimana per sei mesi.L’anziano signore abita in un appartamentino al quarto piano senza ascensore e ha bisogno di aiuto per le spese e il resto. Ha sempre mantenuto le tradizioni religiose della sua famiglia, ma si è trovato tristemente solo alla morte della moglie.

La commedia, scandita in scene con ritmo cinematografico, segue dall’inizio queste visite settimanali. All’iniziale diffidenza e conflittualità reciproca, il rapporto fra i personaggi si sviluppa e i due imparano a conoscersi, diventano indispensabili l’uno all’altro, in un continuo gioco in bilico fra confessioni e reticenze. Il dialogo, spesso marcatamente umoristico, mette in luce ferite lasciate aperte per anni nel destino dei protagonisti.

Il testo, andato in scena sui palcoscenici di tutto il mondo, si presta alla riflessione e all’analisi psicologica e vive del dialogo, insieme comico e commovente, fra due generazioni lontanissime.

Mister Green ci parla di fedeltà, di sentimenti e di famiglia.

Mister Green è una delle commedie più rappresentate al mondo negli ultimi vent’anni. È stata messa in scena in quasi 500 versioni teatrali in 45 paesi e in 24 lingue. I molti premi che ha ricevuto comprendono i riconoscimenti come “migliore commedia” in Germania, Israele, Messico, Grecia, Uruguay e Turchia, oltre al premio “Kulturpreis Europe”.

STAMPA INTERNAZIONALE

● “Jeff Baron’s absorbing and touching play is unashamedly old-fashioned. Its humanity leaves a heartwarming spirit.” (NY Law Journal)

● “A cannily crafted comedy-melodrama about friendship, family, openmindedness and forgiveness…a feelgood winner.” (NY Newsday)

● “Baron knows how to stay one step ahead of his audience and give it an experience that is emotionally true…As Mr. Green might have said, What’s not to like?” (Boston Globe)

● “It is doubtful you are likely to encounter a play more enjoyable, more honestly funny and, in the end, more moving than this quite delightful two-hander by Jeff Baron.” (Johannesburg Citizen)

● “Il testo, pur divertente di Jeff Baron, tocca, e non di sfuggita, temi di gran peso che sentiamo pur echeggiare nelle parole dei due interlocutori.” (L’unità)

Mister Green

TITOLO

Jeff Baron

AUTORI

Michela Zaccaria

TRADUZIONI

Massimo De Francovich e Maximilian Nisi

CAST

Theama Teatro

SCENE E COSTUMI

Daniela Padovan

ASSISTENTE DI SCENA

Claudio Scuccato

RESPONSABILE TECNICO

Stefano De Meo

MUSICHE ORIGINALI

Piergiorgio Piccoli

REGIA


In nome della madre

L’adolescenza di Miriàm/Maria smette da un’ora all’altra. Un annuncio le mette il figlio in grembo.

Qui c’è la storia di una ragazza, operaia della divinità, narrata da lei stessa.

Qui c’è l’amore smisurato di Iosef per la sposa promessa e consegnata a tutt’altro. Miriàm/Maria, ebrea di Galilea, travolge ogni costume e legge. Esaurirà il suo compito partorendo da sola in una stalla.

Qui narra la gravidanza avventurosa, la fede del suo uomo, il viaggio e la perfetta schiusa del suo grembo. La storia resta misteriosa e sacra, ma con le corde vocali di una madre incudine, fabbrica di scintille. Le notizie su Miriàm/Maria provengono dalle pagine di Matteo e di Luca.

Qui s’ingrandisce un dettaglio da loro accennato: l’ascensione della natività nel corpo femminile, il più perfetto mistero naturale. E’ in fondo senza peso il concorso maschile in questa storia, senza che se ne senta la mancanza, nonostante la figura di Giuseppe emerga in tutta la sua umanità. Non è scritto nei loro libri che nella stalla c’erano levatrici o altro personale intorno al parto. Partorì da sola. Questo è il maggior prodigio di quella notte di natività: la perizia di una ragazza madre, la solitudine assistita.

“In nome del padre”: inaugura il segno della croce.

In nome della madre s’inaugura la vita.

Una commedia allegra, anzi, spassosa, che però non mancherà di far riflettere sul senso della vita, sulle varie generazioni e sulle passioni che, nonostante le delusioni, non smettono mai di rivendicare i loro spazi.

Un testo di enorme successo in Francia dove è stato uno degli spettacoli più visti, in particolar modo a Parigi.

questa storia, senza che se ne senta la mancanza, nonostante la figura di Giuseppe emerga in tutta la sua umanità. Non è scritto nei loro libri che nella stalla c’erano levatrici o altro personale intorno al parto. Partorì da sola. Questo è il maggior prodigio di quella notte di natività: la perizia di una ragazza madre, la solitudine assistita.

“In nome del padre” inaugura il segno della croce. In nome della madre s’inaugura la vita.

Spettacolo inserito nella IV edizione del Festival Biblico 2008

In nome della madre

TITOLO

Erri De Luca

AUTORI

prosa poetica

GENERE

Anna Zago, Daniele Berardi

CAST

Giovanni Panozzo

MUSICHE

Carloalberto Piccoli

SCENOGRAFIE

Aristide Genovese

ASSISTENTE REGIA

Piergiorgio Piccoli

REGIA


El moroso dela nona

La vicenda ha come sfondo una Venezia, che aspetta con ansia lo svolgersi della regata storica. In questo fondamentale momento dell’anno un’intera famiglia, la famiglia del gondoliere Momolo Paneti, si prepara a presentare in gara il rampollo di casa Nane. Negli episodi spassosi che compongono le giornate che precedono la regata si inserisce in modo fortuito la comparsa di un vecchio mercante, Bortolo Gavagni, che si scoprirà essere il vecchio “moroso” di nonna Rosa, l’anziana padrona di casa. Fra equivoci, colpi di scena ed un po’ di intrigo, dovuto alla misteriosa scomparsa di un portafogli, la vicenda giungerà al più classico dei lieto fine, premiando tutti i personaggi con un giusto riconoscimento.

El Moroso dela Nona è forse il testo più conosciuto di Giacinto Gallina ed è anche, dal punto di vista della rappresentazione scenica, quello che più si allontana dalla visione, tipica dell’autore, di una Venezia decadente e malinconica, nella quale anche le persone vivono le loro relazioni con un fondo di tristezza.

Nel “Moroso” Gallina sfodera una grande capacità ironica, che innesca i meccanismi comici, attraverso una vicenda vivace e briosa, nella quale predominano i colpi di scena e gli accadimenti più inaspettati. A tutto questo si unisce la forza e l’emozione di due vicende d’amore, diverse per l’età dei protagonisti, che arricchiscono e impreziosiscono il testo conferendogli la giusta dose di coinvolgimento anche per chi è desideroso di ritrovare nei personaggi, oltre alla capacità di divertire, anche il risvolto umano e la ricchezza dei sentimenti.

In questo nuovo allestimento, come ormai nello stile delle nostre recenti produzioni comiche, il testo di Gallina viene arricchito con una gustosa attualizzazione del testo nonché, sfruttando la naturale indole comica degli attori sulla scena, da frequenti inserimenti legati alla capacità di improvvisazione. A questo si aggiungano le spassose caratterizzazioni dei personaggi che faranno da contrappunto alla divertente umanità che popola scena. Ne risulta uno spettacolo leggero, adatto a qualsiasi fascia d’età, che coniuga la tradizione della grande commedia veneziana al gusto e alla sensibilità degli attori veneti contemporanei, capaci di far rivivere sulla scena situazioni paradossali, nelle quali, però, possiamo riconoscere tutti i difetti, i vizi, le inutili inquietudini, i tic, della vita reale.

El moroso dela nona

TITOLO

Giacinto Gallina

AUTORE

Commedia brillante in lingua veneta

GENERE

Aristide Genovese, Piergiorgio Piccoli, Valentina Ferrara, Daniele Berardi, Alessandra Niero, Anna Farinello, Matteo Zandonà

CAST

Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese

REGIA


Soto ‘na sbrancà de stele

Serata dedicata alla tradizione popolare veneta, con musica dal vivo e divertentissimi brani scelti fra poesie, monologhi e racconti all’insegna del divertimento e della valorizzazione delle usanze e dei personaggi tipici della nostra regione.

Il percorso si articola in 6 stazioni dedicate al tema dell’amore nel teatro e negli autori veneti. L’amore nei suoi diversi aspetti: come l’amore per la propria terra, l’amore romantico, l’amore per se stessi, l’amore per il denaro e l’amore per la parola. Ogni stazione comprende dai due a tre pezzi diversi. Il pubblico diviso in gruppi verrà guidato da diversi accompagnatori in questo viaggio notturno sotto  la luce delle stelle. Spettatori ed attori quindi si troveranno a condividere sensazioni ed emozioni fuori dal palcoscenico, con punti di vista e di ascolto totalmente differenti dal consueto, in una magica passeggiata notturna, dove il pubblico incontrerà i personaggi e le loro storie assistendo alle scene da vicino e stabilendo quindi un contatto diretto e immediato con gli interpreti.

La straordinaria energia creativa e la vastità della produzione teatrale veneta non cessa oggi di stupire per la forza, l’attualità, la varietà dei personaggi e delle trame, nonché per la grande capacità di osservazione dei caratteri e del mondo veneto dal ‘500 ad oggi.

Venti attori presenteranno brani che spaziano da Ruzante a Goldoni, da Meneghello a Scapin, senza tralasciare poesie e racconti di autori come Pier Giuseppe Cevese e altri poeti veneti e creando una stazione esclusiva dedicata al Veneto di Shakespeare.

Una commedia allegra, anzi, spassosa, che però non mancherà di far riflettere sul senso della vita, sulle varie generazioni e sulle passioni che, nonostante le delusioni, non smettono mai di rivendicare i loro spazi.

Un testo di enorme successo in Francia dove è stato uno degli spettacoli più visti, in particolar modo a Parigi.

la varietà dei personaggi e delle trame, nonché per la grande capacità di osservazione dei caratteri e del mondo veneto dal ‘500 ad oggi.

Dodici attori presenteranno brani che spaziano da Ruzante a Goldoni, da Meneghello a Scapin, senza tralasciare poesie e racconti di autori come Pier Giuseppe Cevese e altri poeti veneti e creando una stazione esclusiva dedicata al Veneto di Shakespeare.

Soto ‘na sbrancà de stele – Viaggio nella tradizione popolare veneta

TITOLO

Autori vari

AUTORI

spettacolo teatrale itinerante

GENERE

Anna Zago, Aristide Genovese, Piergiorgio Piccoli, Daniele Berardi, Anna Farinello, Valentina Ferrara, Cecilia Franchin, Alessandra Niero, Federica Omenetto, Daniela Padovan, Matteo Zandonà, Gigliola Zoroni

CAST

Max Fazenda, Michele Mastrotto

MUSICA DAL VIVO

Anna Zago

REGIA