LEZIONI SPETTACOLO

IN MALO MODO – Il dizionario di Luigi Meneghello 

Racconto teatrale di e con: Aristide Genovese/ Piergiorgio Piccoli
Produzione Theama Teatro
Durata: 60 minuti (narrazione + dibattito)

Lezione Spettacolo anno 2022

Obiettivo della lezione è far appassionare gli allievi alla struttura e al suono delle parole, sia nella forma simbolica e strutturata della poesia, sia in quella libera ed evocativa della prosa. La parola che esprime un pensiero, che illumina un paesaggio, che racconta un volto umano o che sorvola la terra sfidando il tempo e riportandoci in epoche e luoghi dimenticati. La parola che si fa immagine per farci “vedere” quello che ha visto chi l’ha messa sul foglio, a volte trasformandosi o deformandosi in una metamorfosi creativa e tonale che nasce da un riverbero dialettale. “Le parole sono creature erranti, devono continuamente attraversare frontiere” diceva Meneghello, che si divertiva a fare innesti delle parole usate durante i suoi anni in Inghilterra, per trapiantarle poi nel terreno della “volgare eloquenza vicentina”. La scelta ricade su tre testi fondamentali nella produzione di Meneghello e cioè “Libera nos a Malo”, “Piccoli Maestri” e “Pomo pero”. I primi due sono considerati a tutti gli effetti i due testi cardine nella poetica meneghelliana e in qualche modo quelli che ne riassumono la statura e l’originalità. Da una parte il Meneghello che si esprime in lingua letteraria in contraltare con la lingua di Malo, dall’altra il Meneghello “italiano”. Nonostante la diversità di contenuti i testi sono da considerarsi lampanti per capire come la scrittura metta in luce la realtà profonda di ciò che presenta. Nella selezione dei brani operata da noi
è proprio questo il filo conduttore. Sia che si parli di infanzia, che di modi di parlare, che di antieroismo, ciò che prevale è sempre la chiara descrizione della realtà, con i suoi colori, le sue vibrazioni, i suoi sapori attraverso i “trasporti”, le “interferenze” e i “diversiloqui”.
Anche “Pomo pero” è legato a filo doppio a queste tematiche ed è da considerarsi parallelo a “Libera nos a Malo”, pur approfondendolo per quanto riguarda la rievocazione del ricordo. I brani proposti, scelti in prevalenza dalla prima sezione del libro chiamata “Primi”, si legano al tema del territorio visto “dalla piega del sentimento”.

UN UOMO SCOMODO – Pasolini raccontato da una donna
Racconto teatrale di e con Anna Zago
Produzione Theama Teatro
Durata: 60 minuti (lezione+ dibattito)

Lezione Spettacolo anno 2022

Nei cento anni dalla nascita di Pier Paolo Pasolini, vogliamo omaggiare la figura di questo artista poliedrico, ripercorrendo le sue opere ed il suo pensiero, utilizzando gli occhi di un’altra grande scrittrice contemporanea, Oriana Fallaci. L’amicizia nata fra i due, diventa specchio del tempo in cui i due scrittori hanno vissuto e rende più leggibile la figura dello stesso Pasolini, considerato scomodo perché intellettuale libero ed indipendente. Sarebbe presuntuoso pretendere di raccontare in modo esauriente, in solo 45 minuti, la figura e l’opera di questo grande artista, il Pasolini scrittore, il Pasolini Poeta, il Pasolini Regista, il Pasolini Autore di Teatro, il Pasolini Critico, ma gli scritti della Fallaci ci vengono in aiuto per illuminare le zone d’ombra che stanno intorno alla sua vita e al suo impegno contro l’omologazione culturale, quella stessa che oggi è così diffusa e che Pasolini vedeva avanzare già da allora. Ricordare Pier Paolo Pasolini e’ qualcosa che va oltre la collocazione temporale della sua esperienza, è come quando tentiamo di ricordare un sogno: le luci, i bagliori, le ombre, i colori, si situano precisi in un contesto, poi si fanno fumosi, svaniscono, non si ricordano. Pasolini è come un sogno, qualcosa che si ripropone, a tratti, come un percorso ideale: lo spunto, lo stimolo, la contraddizione, il discorso, il tramite con gli altri, con una sintonia universale, attraverso la magia della comprensione o l’estremo fascino dell’errore umano.

Scopri di più > https://www.artevenbooking.it/lezioni-spettacolo/

 

PASSATE EDIZIONI a cura di Theama Teatro

2021 – Realizza per Arteven – Circuito Teatrale Regionale con il sostegno della Regione Veneto, LA PORTA INFERNALE lezione spettacolo per le scuole secondarie di II grado.

2020 – Realizza per la Regione Veneto, lo spettacolo LA CATENA DEL BRANCO 2 – c’è un bullo nascosto in ciascuno di noi, lezione spettacolo per le scuole secondarie di I e II grado.

2019 – Realizza per la Regione Veneto, lo spettacolo LA CATENA DEL BRANCO – c’è un bullo nascosto in ciascuno di noi, lezione spettacolo per le scuole secondarie di I e II grado.

2017 – Realizza per la Regione Veneto e il Centenario della Grande Guerra, lo spettacolo 9 AGOSTO 1916, lezione spettacolo per le scuole secondarie di I e II grado.

2016 – Realizza per Arteven – Circuito Teatrale Regionale e il Centenario della Grande Guerra, con il sostegno della Regione Veneto,  lo spettacolo LA PRIMA GUERRA TOTALE, lezione spettacolo per le scuole secondarie di I e II grado.

2015 – Realizza per la Regione Veneto e il Centenario della Grande Guerra, lo spettacolo EROI PER UNA NAZIONE, lezione spettacolo per le scuole secondarie di I e II grado.

2013 – Realizza per Arteven – Circuito Teatrale Regionale, con il sostegno della Regione Veneto, UN EROE INVISIBILE, lezione spettacolo per le scuole secondarie di II grado.


TOUCH DELLE MIE BRAME

PRODUZIONE Theama Teatro – Spettacolo sostenuto dalla Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza per TCVI
Educational
GENERE: Teatro ragazzi
CON Stefania Carlesso e Irene Silvestri
TESTO DI Massimiano Bucchi
REGIA: Anna Zago

Vera è una ragazza che vive immersa nel mondo dei social e delle tecnologie digitali, un mondo in cui lo smartphone diventa il centro di tutta la sua vita. Non si può vivere senza, non si può nemmeno concepire di starne un giorno senza, nemmeno un’ora, nemmeno a  scuola.
Vera non riesce nemmeno ad immaginarsi come poteva essere la vita di sua madre alla sua età, quando il telefono era tutta un’altra cosa, il mondo era tutta un’altra cosa. Come aveva potuto sua madre vivere la propria adolescenza negli anni Ottanta, con un solo telefono in casa e con i parenti ad origliare? Come erano diverse le sue abitudini? Era stata una vita più semplice e meno frenetica o semplicemente con problemi e i dilemmi diversi?
Uno spettacolo che confronta due generazioni, dove la Vera del presente e sua madre negli anni Ottanta si alternano in scena, passandosi continuamente il testimone. Ognuna, a suo modo, scoprirà che ad ogni opportunità di comunicare corrisponde un rischio, che ogni tecnologia e ogni epoca hanno i loro pregi e i loro limiti. L’importante è conoscerli. Tra un vortice di touch, like e chat da una parte; parenti curiosi e telefonate in corridoio dall’altra, entrambe si troveranno davanti una missione che, per le proprie abitudini e i propri mezzi, rasenta l’impossibile.
Una riflessione ironica e non moralistica sulle tecnologie che ci hanno cambiato e continuano a cambiarci la vita.

Massimiano Bucchi è professore di Scienza, Tecnologia e Società all’Università di Trento ed è stato visiting professor in numerose istituzioni accademiche in Asia, Europa e Nord America. È autore di una decina di libri pubblicati in oltre venti Paesi. Tra i più recenti Per un pugno di idee. Storie di innovazioni che hanno cambiato la nostra vita (Bompiani, 2016, tre edizioni); Come vincere un Nobel (Einaudi, 2017); Sbagliare da professionisti. Storie di errori e fallimenti memorabili (Rizzoli, 2018). Collabora con la trasmissione televisiva Superquark condotta da Piero Angela; i suoi articoli sono apparsi sui principali quotidiani (“la Repubblica”, “La Stampa”, “Il Corriere della Sera”). Per il teatro ha scritto tra l’altro La solitudine del premio Nobel la sera prima della cerimonia, interpretato da Laura Curino.