TOUCH DELLE MIE BRAME

PRODUZIONE Theama Teatro – Spettacolo sostenuto dalla Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza per TCVI
Educational
GENERE: Teatro ragazzi
CON Stefania Carlesso e Irene Silvestri
TESTO DI Massimiano Bucchi
REGIA: Anna Zago

Vera è una ragazza che vive immersa nel mondo dei social e delle tecnologie digitali, un mondo in cui lo smartphone diventa il centro di tutta la sua vita. Non si può vivere senza, non si può nemmeno concepire di starne un giorno senza, nemmeno un’ora, nemmeno a  scuola.
Vera non riesce nemmeno ad immaginarsi come poteva essere la vita di sua madre alla sua età, quando il telefono era tutta un’altra cosa, il mondo era tutta un’altra cosa. Come aveva potuto sua madre vivere la propria adolescenza negli anni Ottanta, con un solo telefono in casa e con i parenti ad origliare? Come erano diverse le sue abitudini? Era stata una vita più semplice e meno frenetica o semplicemente con problemi e i dilemmi diversi?
Uno spettacolo che confronta due generazioni, dove la Vera del presente e sua madre negli anni Ottanta si alternano in scena, passandosi continuamente il testimone. Ognuna, a suo modo, scoprirà che ad ogni opportunità di comunicare corrisponde un rischio, che ogni tecnologia e ogni epoca hanno i loro pregi e i loro limiti. L’importante è conoscerli. Tra un vortice di touch, like e chat da una parte; parenti curiosi e telefonate in corridoio dall’altra, entrambe si troveranno davanti una missione che, per le proprie abitudini e i propri mezzi, rasenta l’impossibile.
Una riflessione ironica e non moralistica sulle tecnologie che ci hanno cambiato e continuano a cambiarci la vita.

Massimiano Bucchi è professore di Scienza, Tecnologia e Società all’Università di Trento ed è stato visiting professor in numerose istituzioni accademiche in Asia, Europa e Nord America. È autore di una decina di libri pubblicati in oltre venti Paesi. Tra i più recenti Per un pugno di idee. Storie di innovazioni che hanno cambiato la nostra vita (Bompiani, 2016, tre edizioni); Come vincere un Nobel (Einaudi, 2017); Sbagliare da professionisti. Storie di errori e fallimenti memorabili (Rizzoli, 2018). Collabora con la trasmissione televisiva Superquark condotta da Piero Angela; i suoi articoli sono apparsi sui principali quotidiani (“la Repubblica”, “La Stampa”, “Il Corriere della Sera”). Per il teatro ha scritto tra l’altro La solitudine del premio Nobel la sera prima della cerimonia, interpretato da Laura Curino.


POLLICINO ROCK

I piccoli spettatori ascolteranno attraverso dei narratori “rock and roll”, la storia della determinazione e del coraggio di Pollicino un bambino un po’ basso di statura, ma tanto vivace e che adora giocare.

Dall’abbandono dei fratellini nella foresta, ai sassolini, alle briciole, all’orco fino al felice ritorno a casa Pollicino affronterà mille avventure e proverà così tante emozioni che imparerà presto a capire come fare per crescere e diventare grandi, anche in altezza!
Uno spettacolo pensato per i bambini e per le famiglie che attraverso le suggestioni di suoni, musica dal vivo, travestimenti e oggetti saranno avvolti da una storia antica con una veste nuova.


Odette e il lago dei cigni

La stupenda partitura musicale del più famoso balletto della storia è lo spunto da cui prende il via questa splendida fiaba. La musica, abbinata all’azione teatrale e coreografica, crea immagini cariche di magia, e dona al piccolo spettatore sensazioni uniche ed inaspettate, partendo dall’idea del “sortilegio” che è alla base de “Il lago dei cigni” di Čajkovskij.

Odette di giorno si trasforma in cigno a causa di un incantesimo, mentre di notte è una spensierata ragazzina accudita da Odile, giovane donna che si occupa di lei come un’affettuosa sorella, ma che in realtà assume nei suoi confronti un comportamento irridente e ambiguo, che nuoce all’autostima dell’ingenua ragazzina facendola sentire goffa e ridicola e costringendola, per la vergogna, a fuggire, una notte, nel bosco.

La sfiduciata Odette incontrerà nella foresta alcune creature che l’aiuteranno a proseguire nella giusta direzione, ad affrontare le proprie paure e a prendere coscienza delle proprie potenzialità. La nostra protagonista quindi inizierà un viaggio alla ricerca di un antidoto contro le avversità, viaggio alla ricerca di un antidoto contro le avversità, imparando che, oltre al raggiungimento della meta, è importante il percorso che si è disposti ad affrontare, e che non serve ottenere “tutto e subito” per diventare grandi, ma che bisogna seguire tutte le tappe necessarie alla crescita.

Odette, poi, volerà ad ali spiegate alla scoperta di un mondo di emozioni che ancora non le appartengono, ma che una volta sperimentate faranno di lei una persona, se non ancora adulta, almeno più matura e più ricca, una persona capace di affrontare la vita in modo positivo, di stabilire buone relazioni, di gioire dei propri sentimenti e di superare con equilibrio le inevitabili difficoltà della vita, in un mondo in cui la gioia, la bellezza e la giustizia si riscattano inesorabilmente sull’inganno, la prevaricazione e su tutti i comportamenti negativi.

 

Musiche, danze e proiezioni accompagnano questo allestimento, creando una suggestione alla quale bambini e “diversamente bambini” non potranno far altro che cedere, partecipando in allegria a questo dolce viaggio.

Odette e il lago dei cigni

TITOLO

Aristide Genovese e Piergiorgio Piccoli

AUTORI

Spettacolo teatrale per bambini e famiglie

GENERE

“Il lago dei cigni” di Peter Il’ic Čajkovskij

MUSICA

Anna Farinello, Alessandra Niero, Matteo Zandonà, Ilaria Pravato

CAST

Ester Mannato Obiettivo danza

COREOGRAFIE

Mara Santacatterina

SCENOGRAFIE

Claudio Scuccato

LUCI

Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese

CONSULENZA ARTISTICA

Anna Zago

REGIA


Il viaggio di Riccioli d'oro

Il teatro è un gioco che da bambini facciamo senza saperlo, istintivo e spontaneo. Non serve nulla per poterlo fare se non noi stessi, un po’ di fantasia e un compagno di giochi… e quanto è bello se chi gioca con noi è il nostro papà, la nostra mamma, la maestra o “un grande”?

Il Viaggio di Riccioli d’Oro è un grande gioco. Anzi è il grande gioco del teatro, dove le voci, i corpi, i disegni, si trasformano in una favola magica, emozionante ed avvincente.

Lo spettacolo vuole proprio essere un omaggio alla semplicità del gioco che può nascere quando bambini e adulti giocano insieme, creando un piccolo mondo usando ciò che hanno a disposizione: fogli, pennarelli, piccoli oggetti della quotidianità. Il gioco può essere accompagnato da un po’ di musica, ma, soprattutto, da tanta immaginazione.

Sulla scena, le piccole Perla e Luna, assieme al papà, ci racconteranno la loro versione della celebre storia “Riccioli d’oro”, nella quale, la bimba protagonista del racconto diventerà russa, suonerà la balalaika, scapperà dalla propria città a causa della guerra e incontrerà i tre famosi orsetti che invece di scacciarla la accoglieranno come una di loro.

Musiche, danze e proiezioni accompagnano questo allestimento, creando una suggestione alla quale bambini e “diversamente bambini” non potranno far altro che cedere, partecipando in allegria a questo dolce viaggio.

Il viaggio di riccioli d'oro

TITOLO

Anna Zago, Piergiorgio Piccoli, Aristide Genovese

AUTORI

Fiaba popolare scozzese “Riccioli d’oro (Goldilocks) e i tre orsi”

FONTI

Spettacolo teatrale per bambini e famiglie.

GENERE

Anna Farinello, Ilaria Pravato, Max Fazenda

CAST

Barbara Ricaldone

ILLUSTRAZIONI

Florin Perdun

SCENOGRAFIE

Ester Mannato – Obiettivo Danza

MOVIMENTI SCENICI

Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese

CONSULENZA ARTISTICA

Anna Zago

REGIA


Esmeralda e Quasimodo

Ispirato al famoso romanzo Notre Dame de Paris di Victor Hugo e al balletto di Jules Perrot, sulle musiche di C. Pugni, “La Esmeralda”, lo spettacolo è incentrato sulla figura della ballerina Esmeralda e del suo rapporto con il poco fortunato Quasimodo, il gobbo campanaro di Notre Dame.

Esmeralda, il cui vero nome, è Agnès è una ballerina girovaga che danza per le strade di Parigi accompagnata da un’improbabile zingara indovina. Troverà amicizia e conforto nel solitario Quasimodo, vessato da Frollo perché considerato brutto e deforme.

I due ragazzi riusciranno, grazie anche all’aiuto di due statue parlanti, a trovare l’uno nell’altro la forza ed il coraggio per opporsi alla crudeltà di Frollo, riuscendo a “vedersi” e a “sentirsi” oltre le apparenze fisiche.

La contrapposizione fra la bellezza, l’eleganza e l’armonia dei movimenti di Esmeralda e la deformità e la goffaggine di Quasimodo, nonché fra l’impossibilità di esprimersi verbalmente di lei e l’incredibile voce melodica di lui, diventerà il motivo dell’unione tra i due ragazzi che scopriranno che i loro cuori e le loro anime, pure e candide, sono le due facce di una stessa medaglia.

Lo spettacolo pone la propria attenzione sulle tematiche della comprensione della diversità e dell’accettazione dell’altro, nonché sulla capacità del mondo adulto di riconoscere e liberare le potenzialità individuali dei bambini e dei ragazzi.

Un’interpretazione troppo rigida delle regole può soffocare l’intimità. Il giovane all’inizio del suo percorso nella vita ha bisogno sicuramente di una guida e di un punto di riferimento, ma se le regole vengono subite e  non comprese si costruiscono rapporti basati sull’autoritarismo, escludendo l’affettività dallo sviluppo armonico dell’individuo. L’esplorazione intima della sfera dei sentimenti e degli affetti è condizione necessaria alla crescita.

Esmeralda e Quasimodo

TITOLO

Aristide Genovese e Piergiorgio Piccoli

AUTORI

Spettacolo di teatro e danza (dai 06 agli 11 anni)

GENERE

“La Esmeralda” famoso balletto di Jules Perrot musicato da  Cesare Pugni e musiche originali di Giovanni Panozzo

MUSICHE

Anna Farinello, Federico Farsura, Matteo Zandonà, Ilaria Pravato, Max Fazenda

CAST

Ester Mannato Obiettivo danza

COREOGRAFIE

Claudio Scuccato

LUCI

Piergiorgio Piccoli

CONSULENZA ARTISTICA

Anna Zago e Aristide Genovese

REGIA