MALFEMAL

Con Anna Zago e Thierry Di Vietri
testo Thierry Di Vietri
genere teatro contemporaneo
adattamento e regia Anna Zago
produzione Theama Teatro

Malfemal, breve cronaca di uno strappo

è la continua ricerca di una fusione che non si riesce mai ad ottenere. L’amore diventa un perenne strappo, come un corpo a corpo dove attraverso le immagini degli occhi e dell’anima non si riesce mai a mettere a fuoco l’altro.
Un tentativo disperato di raccogliere attraverso frammenti di vita l’integrità e l’interezza dei sentimenti, che restano sempre annichiliti da paura ed individualismo.
Qui il corpo invece di essere il tramite per una fusione di esistenze diverse, attraverso il respiro, la pelle, l’eros, diventa ostacolo, corazza, a volte arma acuminata che separa, allontana, ferisce.
Anche l’immaginazione resta intrappolata fra i sussulti della mente, l’inganno della vista e le vibrazioni di questi corpi troppo esigenti, che si allontanano e si avvicinano, “a passo di danza, in un duetto di parole, un passo di ri-cerca, come il primo passo sulla luna od un’eclisse, tra attrazione e repulsione, come due walker sulla muraglia cinese, walking on the wild side, una striscia rossa li guida e li divide, sangue, istinto, carne che si trasforma nell’atelier dei sensi per riuscire a fare un passo dopo l’altro, un passo verso l’altro, ad un passo dall’altro.( T.DV)”

Ab 23 – 26/04/2019


CLOWNFUNDING 2 - GLI AGGIUSTA FIABE

Con: Igi Meggiorin, Facundo Molina e Agostina Mendiola

Il paese delle fiabe non è privo di burocrazia, anche lì vigono regolamenti e leggi che vanno rispettate. Ecco perché l’ufficio più importante è quello dedicato al “controllo degli strafalcioni” dove arrivano segnalazioni se una fiaba viene alterata. A quel punto scatta, attraverso dei buffi “busters”, il ripristino della storia con delle particolari pene per l’infrazione.

Uno spettacolo comico, poetico, dalle immagini suggestive e che intreccia giocoleria, acrobazie e musica dal vivo. Uno spettacolo dal sapore circense adatto a tutte le età.  


Cognate - cena in famiglia

con Anna Valle,
Guenda Goria e Anna Zago

REGIA DI Piergiorgio Piccoli con la collaborazione di Aristide Genovese
e con Denise Marzari, Nicolò Scarparo, Daniele Berardi, e Marco Barbiero
Produzione Teatro De Gli Incamminati in collaborazione con Theama Teatro
Musiche di Stefano De Meo
Scenografia Palcobase di Adriano Pernigotti
Assistente alla regia Federica Bassi
Service tecnico Sia Idee di Claudio Scuccato
Light designer Simone Sonda, Claudio Scuccato

Tre fratelli, mentre stanno cenando con le rispettive consorti nella casa di campagna di uno di loro, scoprono che è stata invitata dalla moglie di quest’ultimo, anche la sua segretaria: una debordante e seducente creatura che tutti e tre hanno già avuto occasione di conoscere.
Subito cresce la diffidenza nelle mogli e la tensione nei mariti, che mascherano a stento il loro imbarazzo cadendo presto nel panico. Le tre cognate, durante la cena, coltivano i loro sospetti in un crescendo di tensione, la quale esplode in colpi di scena tanto disperati per i protagonisti quanto esilaranti per il pubblico. La famiglia si sgretola in un turbine di meschinerie e cattiverie imprevedibili, per poi ricomporsi in alleanze non prevedibili, mostrandosi irresistibilmente comica fino alla conclusione che riserva un colpo di scena insospettabile.
Éric Assous, attraverso le sue battute affilate, scava nel profondo, in quella parte degli uomini e delle donne in cui albergano vigliaccherie, crudeltà, cattiverie insospettabili e tanta solitudine, anche quando si appartiene ad un nucleo familiare apparentemente unito. Il grande pregio dell’autore francese è l’ironia e la leggerezza con cui rivela le diversità dell’animo umano.
Piergiorgio Piccoli, regista che vanta una lunga esperienza nel genere brillante, conduce un gruppo di attori affiatati, coltivando le diverse caratterizzazioni dei personaggi in un rimbalzo di aneddoti, rivelazioni e impertinenze.
Porta i personaggi a liberarsi dalle convenzioni e a mostrarsi per come realmente sono, permettendo loro inattese trasformazioni e svelandoci così molti comportamenti contraddittori e complessi all’interno delle coppie.
Dietro ogni pacifica tregua e sotto ogni parola reciprocamente taciuta, è nascosta una polveriera pronta a far esplodere, da un momento all’altro, un nuovo conflitto.



L'ORA DELLA FANTASIA (BACIAMI, STUPIDO!)

In una cittadina di provincia un organista annoiato e con velleità da compositore, viene coinvolto dal suo amico “paroliere”, nonché unico benzinaio e meccanico della zona, in una beffa che potrebbe dare una svolta al futuro di entrambi.

Per uno strano gioco del destino un famosissimo cantante (e noto tombeur de femme), in viaggio verso una grande città per fare un concerto, è obbligato a deviare la sua rotta in automobile e a fermarsi per fare rifornimento in quel piccolo paese. Viene subito riconosciuto dal benzinaio che intravede, in quell’incontro, una grande opportunità per far conoscere e addirittura incidere su disco le canzoni scritte da lui e dall’amico musicista.

Inizia così l’inganno perpetrato dai due complici pasticcioni che, accecati dalla prospettiva del denaro e della popolarità, porterà il tastierista amatoriale ad offrire la propria moglie per compiacere la star, desiderosa di nuove avventure. Di fatto, però, farà passare l’entreneuse delmalfamato “Bar dell’ombelico”per sua moglie, con un goffo tentativo di preservare la propria dignità. Il piano sarà destinato a fallire, non solo perchéla mondanasi identificherà un po’ troppo con il ruolo affidatole, ma anche perché una serie di coincidenze porteranno l’autentica consorte a rivestire i panni dell’altra donna, e ad incontrare il cantante per cercare di aiutare il marito, con esiti del tutto imprevedibili.

La commedia, che ricalca in tutto e per tutto “L’ora della fantasia”di Anna Bonacci (autrice italiana nata a Roma nel 1892 e scomparsa a Falconara nel 1981), riprende la struttura di una classica pochade, e si sviluppa sul gioco dello scambio di persona: la moglie fedele prenderà il posto dell’ entreneuse, e quest’ultima, per una notte, si trasformerà in una sposa fedele. Ne risulta una scoppiettante ed esilarante situazione di equivoci, bugie e qui pro quoche porterà a un happy endingben poco consolatorio.

L’ora della fantasia (Baciami, stupido!)

TITOLO

Anna Bonacci

AUTORE

Commedia brillante

GENERE

Federico Farsura, Valentina Framarin, Roberto Maria Napoletano, Martina Sperotto, Matteo Zandonà e Max Fazenda

CAST

Piergiorgio Piccoli

REGIA

100 minuti con un intervallo

DURATA


Clown.funding studio - LE CIRQUE FANTASTIQUE

Clown, giocolieri, maghi, contorsionisti e fachiri… a teatro.

Quattro balenghi artisti di strada si sono messi nelle mani di uno spietato impresario teatrale che li paga a cottimo in base alla quantità di risate che riescono a suscitare nel pubblico. La situazione è disperata: hanno fame, tengono famiglia, non possono fuggire… il loro destino è nelle mani del pubblico.

Un progetto di studio teatrale a tappe che porta gli artisti di strada e i loro numeri di abilità sulle tavole di un palcoscenico. Un nuovo esperimento di circo teatro per un pubblico di adulti e bambini innamorati della giocoleria, dei clown, dell’arte dei sogni.

Le Cirque Fantastique

TITOLO

Circo-teatro

GENERE

Clownfunding Studio con il sostegno di Theama Teatro

PRODUZIONE

Igi Meggiorin, Paolo Piludu, Paolo Casolo, Paolo Sperduti, David Riganelli, Facundo Melina, Stefano Merlo, Agostina Mendiola, Dario Marodin

ARTISTI

Regia collettiva

REGIA

75 minuti con un intervallo

DURATA


Sognando la mèrica in pausa caffè - Teatro Safarà

Un ragazzo e una ragazza, giovani attori, si ritrovano in teatro durante la pausa caffè mentre stanno facendo le prove generali di uno spettacolo che si terrà la sera stessa su quello stesso palco.

L’attore legge all’attrice la traccia di un nuovo copione che sta abbozzando, il quale ha per tema l’emigrazione di molti italiani, in particolare dei veneti, verso il Brasile, verso LA MÈRICA.

Durante questa pausa i due attori decidono di giocare improvvisando sul tema del nuovo copione, dando così vita a due nuovi bizzarri personaggi: una coppia di giovani sposi, contadini veneti, che affrontano tutti i momenti del loro avventuroso viaggio verso la meta sconosciuta.

I timori della partenza verso un paese lontano, le speranze di una vita migliore, la scoperta della nuova realtà che li attende oltreoceano, dove non ci sono paesi, case, campi, osterie, chiese… nulla di tutto ciò che si sono lasciati alle spalle, ma nuove situazioni, a volte difficili e a volte anche irresistibilmente comiche.

I due spettacoli, completamente contrapposti, sono resi ben chiari allo spettatore dal cambio di lingua: l’italiano, quando i due ragazzi rappresentano il loro vivere quotidiano e il loro mestiere d’attore; il dialetto veneto, quando invece rappresentano la storia degli sposi emigranti.

La musica contemporanea ed elettronica, che fa parte dello “spettacolo moderno”, si inserisce però come sottofondo nel dialogo ben ritmato degli emigranti, creando vivacità e dinamicità allo spettacolo e dando un taglio modernissimo al lavoro.

Promo video: https://vimeo.com/255872225

Sognando la mèrica in pausa caffè

TITOLO

Roberto Maria Napoletano

AUTORE - REGIA E DRAMMATURGIA

Prosa – Teatro Contemporaneo

GENERE

Gianluca Parisella (Idga)

MUSICHE ORIGINALI

Lorenza Lombardi e Eros Emmanuil Papadakis

CAST

Teatro Safarà – Theama Teatro

PRODUZIONE


Mister Green

Mr. Green, un vecchio proprietario di lavanderia in pensione, camminando nel traffico dell’Upper West Side di New York, viene investito da un’automobile. Il conducente della vettura è Ross Gardiner, un giovane uomo impiegato in una multinazionale, il quale viene accusato di guida pericolosa e condannato dalla giustizia ad assistere Mr. Green una volta alla settimana per sei mesi.L’anziano signore abita in un appartamentino al quarto piano senza ascensore e ha bisogno di aiuto per le spese e il resto. Ha sempre mantenuto le tradizioni religiose della sua famiglia, ma si è trovato tristemente solo alla morte della moglie.

La commedia, scandita in scene con ritmo cinematografico, segue dall’inizio queste visite settimanali. All’iniziale diffidenza e conflittualità reciproca, il rapporto fra i personaggi si sviluppa e i due imparano a conoscersi, diventano indispensabili l’uno all’altro, in un continuo gioco in bilico fra confessioni e reticenze. Il dialogo, spesso marcatamente umoristico, mette in luce ferite lasciate aperte per anni nel destino dei protagonisti.

Il testo, andato in scena sui palcoscenici di tutto il mondo, si presta alla riflessione e all’analisi psicologica e vive del dialogo, insieme comico e commovente, fra due generazioni lontanissime.

Mister Green ci parla di fedeltà, di sentimenti e di famiglia.

Mister Green è una delle commedie più rappresentate al mondo negli ultimi vent’anni. È stata messa in scena in quasi 500 versioni teatrali in 45 paesi e in 24 lingue. I molti premi che ha ricevuto comprendono i riconoscimenti come “migliore commedia” in Germania, Israele, Messico, Grecia, Uruguay e Turchia, oltre al premio “Kulturpreis Europe”.

STAMPA INTERNAZIONALE

● “Jeff Baron’s absorbing and touching play is unashamedly old-fashioned. Its humanity leaves a heartwarming spirit.” (NY Law Journal)

● “A cannily crafted comedy-melodrama about friendship, family, openmindedness and forgiveness…a feelgood winner.” (NY Newsday)

● “Baron knows how to stay one step ahead of his audience and give it an experience that is emotionally true…As Mr. Green might have said, What’s not to like?” (Boston Globe)

● “It is doubtful you are likely to encounter a play more enjoyable, more honestly funny and, in the end, more moving than this quite delightful two-hander by Jeff Baron.” (Johannesburg Citizen)

● “Il testo, pur divertente di Jeff Baron, tocca, e non di sfuggita, temi di gran peso che sentiamo pur echeggiare nelle parole dei due interlocutori.” (L’unità)

Mister Green

TITOLO

Jeff Baron

AUTORI

Michela Zaccaria

TRADUZIONI

Massimo De Francovich e Maximilian Nisi

CAST

Theama Teatro

SCENE E COSTUMI

Daniela Padovan

ASSISTENTE DI SCENA

Claudio Scuccato

RESPONSABILE TECNICO

Stefano De Meo

MUSICHE ORIGINALI

Piergiorgio Piccoli

REGIA


La Locanda delle Beffe - El galo dela checa

In un favolistico Veneto anni ’50, Marco Cerisiola è il proprietario della trattoria “Al Galo” e della Locanda de la “Checa”. Corpulento e rozzo, incurante della propria goffaggine, si atteggia a tombeur de femmes con tutte le frequentatrici della propria trattoria aperta in un luogo di villeggiatura, rivolgendo una particolare attenzione alla signora Serena e alla signora Pierina. Le due, amiche, scoperto il comportamento di questo “Falstaff” nostrano, decidono di rendergli pan per focaccia e al ritorno dalla villeggiatura organizzano, una beffa ai suoi danni, con la complicità della “mitica” signora Bice. Non tutto andrà per il verso giusto, anche perché nella vicenda entreranno a far parte della trama il colonnello Sanson (marito di Serena) ed il cavalier Zancan, coinvolto suo malgrado dopo aver ingerito il miracoloso triturato di carapace di Calabria, dalle potenti facoltà afrodisiache.

Tra equivoci, inganni e colpi di scena, lo spettacolo arriverà ad una conclusione liberatoria, nella quale tutti i personaggi troveranno la loro soddisfazione e Marco Cerisiola la sua giusta punizione. In questo allestimento “Theama Teatro” ha voluto unire l’ormai consolidata esperienza del gruppo attoriale storico alla freschezza di giovani attori inseriti in compagnia. Il connubio risulta piacevole, nuovo e molto gioioso, poiché unisce al divertimento della trama ben congeniata alcune invenzioni teatrali e la giusta dose di improvvisazione, in grado di intrattenere piacevolmente lo spettatore coinvolgendolo anche, a sorpresa, in modo molto diretto.
Nel panorama del teatro italiano e particolarmente veneto tra le due guerre mondiali, Arnaldo Boscolo (Quarto d’Altino, 17 agosto 1885 – Roma 12 luglio 1963) è considerato uno dei più brillanti e prolifici autori e le sue commedie sono state rappresentate dalle più importanti compagnie veneziane e italiane del tempo quali: Carlo Micheluzzi, Gino Cavalieri, Cesco Baseggio. Fu contemporaneo di Gino Rocca, Palmieri, Renato Simoni e, Simoni stesso, dopo aver abbandonato la Drammaturgia per la Critica Teatrale, elogiò più volte l’Opera del Boscolo. Le sue opere (teatro, teatro radiofonico e televisivo, poesie, saggi) sono circa novanta. Molte delle sue commedie vengono tuttora rappresentate e apprezzate in tutto il Veneto.

La Locanda delle Beffe el galo dela checa

TITOLO

Arnaldo Boscolo

AUTORE

Commedia brillante in lingua veneta

GENERE

Daniele Mastrotto

VIDEO

Aristide Genovese, Piergiorgio Piccoli, Gilda Pegoraro, Daniele Berardi, Anna Farinello, Matteo Zandonà, Elia Zanella e Francesca Marchiani

CAST

Piergiorgio Piccoli, Aristide Genovese e Anna Zago

REGIA


In nome della madre

L’adolescenza di Miriàm/Maria smette da un’ora all’altra. Un annuncio le mette il figlio in grembo.

Qui c’è la storia di una ragazza, operaia della divinità, narrata da lei stessa.

Qui c’è l’amore smisurato di Iosef per la sposa promessa e consegnata a tutt’altro. Miriàm/Maria, ebrea di Galilea, travolge ogni costume e legge. Esaurirà il suo compito partorendo da sola in una stalla.

Qui narra la gravidanza avventurosa, la fede del suo uomo, il viaggio e la perfetta schiusa del suo grembo. La storia resta misteriosa e sacra, ma con le corde vocali di una madre incudine, fabbrica di scintille. Le notizie su Miriàm/Maria provengono dalle pagine di Matteo e di Luca.

Qui s’ingrandisce un dettaglio da loro accennato: l’ascensione della natività nel corpo femminile, il più perfetto mistero naturale. E’ in fondo senza peso il concorso maschile in questa storia, senza che se ne senta la mancanza, nonostante la figura di Giuseppe emerga in tutta la sua umanità. Non è scritto nei loro libri che nella stalla c’erano levatrici o altro personale intorno al parto. Partorì da sola. Questo è il maggior prodigio di quella notte di natività: la perizia di una ragazza madre, la solitudine assistita.

“In nome del padre”: inaugura il segno della croce.

In nome della madre s’inaugura la vita.

Una commedia allegra, anzi, spassosa, che però non mancherà di far riflettere sul senso della vita, sulle varie generazioni e sulle passioni che, nonostante le delusioni, non smettono mai di rivendicare i loro spazi.

Un testo di enorme successo in Francia dove è stato uno degli spettacoli più visti, in particolar modo a Parigi.

questa storia, senza che se ne senta la mancanza, nonostante la figura di Giuseppe emerga in tutta la sua umanità. Non è scritto nei loro libri che nella stalla c’erano levatrici o altro personale intorno al parto. Partorì da sola. Questo è il maggior prodigio di quella notte di natività: la perizia di una ragazza madre, la solitudine assistita.

“In nome del padre” inaugura il segno della croce. In nome della madre s’inaugura la vita.

Spettacolo inserito nella IV edizione del Festival Biblico 2008

In nome della madre

TITOLO

Erri De Luca

AUTORI

prosa poetica

GENERE

Anna Zago, Daniele Berardi

CAST

Giovanni Panozzo

MUSICHE

Carloalberto Piccoli

SCENOGRAFIE

Aristide Genovese

ASSISTENTE REGIA

Piergiorgio Piccoli

REGIA


El moroso dela nona

La vicenda ha come sfondo una Venezia, che aspetta con ansia lo svolgersi della regata storica. In questo fondamentale momento dell’anno un’intera famiglia, la famiglia del gondoliere Momolo Paneti, si prepara a presentare in gara il rampollo di casa Nane. Negli episodi spassosi che compongono le giornate che precedono la regata si inserisce in modo fortuito la comparsa di un vecchio mercante, Bortolo Gavagni, che si scoprirà essere il vecchio “moroso” di nonna Rosa, l’anziana padrona di casa. Fra equivoci, colpi di scena ed un po’ di intrigo, dovuto alla misteriosa scomparsa di un portafogli, la vicenda giungerà al più classico dei lieto fine, premiando tutti i personaggi con un giusto riconoscimento.

El Moroso dela Nona è forse il testo più conosciuto di Giacinto Gallina ed è anche, dal punto di vista della rappresentazione scenica, quello che più si allontana dalla visione, tipica dell’autore, di una Venezia decadente e malinconica, nella quale anche le persone vivono le loro relazioni con un fondo di tristezza.

Nel “Moroso” Gallina sfodera una grande capacità ironica, che innesca i meccanismi comici, attraverso una vicenda vivace e briosa, nella quale predominano i colpi di scena e gli accadimenti più inaspettati. A tutto questo si unisce la forza e l’emozione di due vicende d’amore, diverse per l’età dei protagonisti, che arricchiscono e impreziosiscono il testo conferendogli la giusta dose di coinvolgimento anche per chi è desideroso di ritrovare nei personaggi, oltre alla capacità di divertire, anche il risvolto umano e la ricchezza dei sentimenti.

In questo nuovo allestimento, come ormai nello stile delle nostre recenti produzioni comiche, il testo di Gallina viene arricchito con una gustosa attualizzazione del testo nonché, sfruttando la naturale indole comica degli attori sulla scena, da frequenti inserimenti legati alla capacità di improvvisazione. A questo si aggiungano le spassose caratterizzazioni dei personaggi che faranno da contrappunto alla divertente umanità che popola scena. Ne risulta uno spettacolo leggero, adatto a qualsiasi fascia d’età, che coniuga la tradizione della grande commedia veneziana al gusto e alla sensibilità degli attori veneti contemporanei, capaci di far rivivere sulla scena situazioni paradossali, nelle quali, però, possiamo riconoscere tutti i difetti, i vizi, le inutili inquietudini, i tic, della vita reale.

El moroso dela nona

TITOLO

Giacinto Gallina

AUTORE

Commedia brillante in lingua veneta

GENERE

Aristide Genovese, Piergiorgio Piccoli, Valentina Ferrara, Daniele Berardi, Alessandra Niero, Anna Farinello, Matteo Zandonà

CAST

Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese

REGIA