L'EX MARITO IN BUSTA PAGA - con Guenda Goria

ph. Fabio Mattiolo

CON: Guenda Goria ,Anna Zago, Piergiorgio Piccoli, Aristide Genovese, Daniele Berardi, Anna Farinello e Gilda Pegoraro
AUTORE: Éric Assous
GENERE: commedia brillante
REGIA: Piergiorgio Piccoli
CON LA COLLABORAIZONE DI: Aristide Genovese
PRODUZIONE: Teatro De Gli Incamminati
COMPAGNIA: Theama Teatro
SCENOGRAFIA: Palcobase di Adriano Pernigotti
SERVICE TECNICO: Sia Idee di Claudio Scuccato
COSTUMI: Rebecca Cohen

La vita va a gonfie vele per Séverine Chapuis direttrice di una piccola casa editrice parigina, fino al giorno in cui ricompare improvvisamente, elemosinando un impiego, Jean-Pierre, il suo ex-marito, ex uomo d’affari arrogante ed ambizioso che l’aveva abbandonata vent’anni prima per una donna più giovane.

Dapprima scioccata, poi impietosita, Séverine gli offre un lavoro come “tecnico tuttofare”, sotto falso nome, per non rompere gli equilibri della sua azienda. Nonostante l’orgoglio Jean-Pierre accetta di buon grado l’offerta e tutte le umiliazioni di Séverine che lo tratterà come l’ultimo dei servi.

Non rassegnandosi però al comportamento della ex moglie, Jean-Pierre cercherà di metterla in difficoltà in tutti i modi.

Ne Nascerà una guerra all’ultimo sangue alimentata da una serie di sconvolgenti sorprese che, in un climax ascendente di situazioni tragicomiche, porteranno tutti i personaggi della commedia verso l’inevitabile lieto fine.


COGNATE - CENA IN FAMIGLIA con Maria Teresa Ruta

con Maria Teresa Ruta,
Guenda Goria e Anna Zago

REGIA DI Piergiorgio Piccoli con la collaborazione di Aristide Genovese
e con Denise Marzari, Nicolò Scarparo, Daniele Berardi, e Marco Barbiero
Produzione Teatro De Gli Incamminati in collaborazione con Theama Teatro
Musiche di Stefano De Meo
Scenografia Palcobase di Adriano Pernigotti
Assistente alla regia Federica Bassi
Service tecnico Sia Idee di Claudio Scuccato
Light designer Simone Sonda, Claudio Scuccato

Dopo il grande successo nella scorsa stagione, lo spettacolo viene ripreso con Maria Teresa Ruta al posto di Anna Valle. La celebre showgirl e conduttrice televisiva ha così la possibilità di recitare insieme alla figlia Guenda Goria in questa commedia che ha per protagonisti tre fratelli che, mentre stanno cenando con le rispettive consorti nella casa di campagna di uno di loro, scoprono che è stata invitata dalla moglie di quest’ultimo, anche la sua segretaria: una debordante e seducente creatura che tutti e tre hanno già avuto occasione di conoscere.
Subito cresce la diffidenza nelle mogli e la tensione nei mariti, che mascherano a stento il loro imbarazzo cadendo presto nel panico. Le tre cognate, durante la cena, coltivano i loro sospetti in un crescendo di tensione, la quale esplode in colpi di scena tanto disperati per i protagonisti quanto esilaranti per il pubblico. La famiglia si sgretola in un turbine di meschinerie e cattiverie imprevedibili, per poi ricomporsi in alleanze non prevedibili, mostrandosi irresistibilmente comica fino alla conclusione che riserva un colpo di scena insospettabile.
Éric Assous, attraverso le sue battute affilate, scava nel profondo, in quella parte degli uomini e delle donne in cui albergano vigliaccherie, crudeltà, cattiverie insospettabili e tanta solitudine, anche quando si appartiene ad un nucleo familiare apparentemente unito. Il grande pregio dell’autore francese è l’ironia e la leggerezza con cui rivela le diversità dell’animo umano.
Piergiorgio Piccoli, regista che vanta una lunga esperienza nel genere brillante, conduce un gruppo di attori affiatati, coltivando le diverse caratterizzazioni dei personaggi in un rimbalzo di aneddoti, rivelazioni e impertinenze.
Porta i personaggi a liberarsi dalle convenzioni e a mostrarsi per come realmente sono, permettendo loro inattese trasformazioni e svelandoci così molti comportamenti contraddittori e complessi all’interno delle coppie.
Dietro ogni pacifica tregua e sotto ogni parola reciprocamente taciuta, è nascosta una polveriera pronta a far esplodere, da un momento all’altro, un nuovo conflitto.

 


ARISTIDE E LA GINA

ARISTIDE  E LA GINA – scene da un matrimonio

commedia brillante

con Aristide Genovese, Piergiorgio Piccoli

regia A. Zago / P. Piccoli / A. Genovese

Un continuo susseguirsi di situazioni e dialoghi comici che
mettono in luce la forza della drammaturgia in lingua veneta, sfruttando la capacità di improvvisazione dei due interpreti, che ricavano spunti divertenti da molti classici della drammaturgia veneta, da autori meno conosciuti della nostra regione e da sketch scritti apposta per l’occasione.
Aristide e sua moglie Gina, tipici personaggi della provincia
veneta, sono rinchiusi in casa da molti giorni, nonostante la fine della quarantena dovuta all’ epidemia da Coronavirus. Infatti, non frequentando i social e avendo il televisore rotto, non sono al corrente che la società è entrata nella famosa fase 2 della pandemia. Da qui una serie di malintesi, fraintendimenti, ipocondrie, litigi e comiche invettive contro un mondo esterno ritenuto irresponsabile e scriteriato.


CLITENNESTRA - i morsi della rabbia

di e con Anna Zago

regia Piergiorgio Piccoli

Crudele, infida, violenta, adultera e assassina: il prototipo dell’infamia femminile. Questo era
Clitennestra per i greci: una kynopis –faccia di cagna. Un vero e proprio mostro. Uccide il marito e
l’amante di lui a colpi di scure. Ma la sua storia, non tanto diversa da numerosi casi di donne
criminali dei nostri giorni, offre lo spunto a importanti riflessioni sulla natura del diritto e della
giustizia. Che la storia di Clitennestra sia legata alla nascita del diritto è cosa ben nota: nell’Orestea,
Eschilo celebra –appunto- il passaggio dall’era della vendetta a quella del diritto. Nel 458 a.C.
quando l’Orestea andò in scena, la vendetta era ancora un argomento al centro del dibattito civico.
La sovranità del diritto, che voleva dire accettazione di un potere sovraordinato alla famiglia, era un
principio che incontrava molte opposizioni. Nella polis era in atto un drammatico scontro tra i valori
competitivi dell’ antica comunità, basata sui legami di sangue, e i nuovi valori civici, di tipo
cooperativo, che subordinavano gli interessi e i poteri dei gruppi familiari agli interessi comunitari. E
quale famiglia, meglio di quella degli Atridi, aveva un passato idoneo a illustrare la necessità di
superare gli orrori della vendetta? Clitennestra, sposando Agamennone, entra in una famiglia per cui
la vendetta non era solo un dovere sociale, ma anche una necessità psicologica, un piacere. La
ragione per cui la saga dei Tantalidi era il background perfetto sul quale inserire la storia che
celebrava la nascita del diritto è più che evidente: sino al momento in cui, nelle Eumenidi, Atena
istituisce il primo tribunale, l’Areopago, la catena delle vendette non può fermarsi. Ma da quel
momento in poi nasce il nuovo mondo: la polis con i suoi tribunali. Nel luogo dove questa
consapevolezza nasceva, la tragedia greca, Eschilo descrive la nascita della coscienza di Dike come
l’inganno delle Erinni, cui viene offerto di diventare “straniere residenti” nel mondo degli dei, a patto
che smettano di inseguire Oreste per vendicare l’uccisione della madre e lo lascino giudicare da un
tribunale. La violenza della vendetta deve dunque essere ingannata.A questa riflessione si aggiunge
il tema aristotelico dello stupore, che in questo nostro secolo troviamo spesso e non a caso riferito
alla violenza: stupore come scoperta e come delusione, come improvvisa rivelazione della”durezza”
della vita e come altrettanto improvviso svelamento dell’inadeguatezza di “culture” o di “ingenuità”
delle teorie. Niente percorso di redenzione comunque. Clitennestra è una donna non rieducabile ,
ma questo nuovo tribunale potrebbe forse giudicarla diversamente.


SORRISI, INTRIGHI E S-CIANTISI

AUTORI: Piergiorgio Piccoli, Aristide Genovese e Anna Zago

GENERE: commedia brillante in lingua veneta

CON: Piergiorgio Piccoli, Aristide Genovese, Anna Zago, Daniele Berardi e Max Fazenda

REGIA: Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese

Come annunciato dal titolo, lo spettacolo nasce dalla ventennale esperienza di Theama Teatro nella produzione di spettacoli in lingua veneta. Si raccolgono e di elaborano le migliori sequenze teatrali proposte negli anni dal nucleo storico della compagnia che, per l’occasione, si riunirà sulla scena.

Saranno proposte scene da “I Magnasoete di Virgilio Scapin”, “Leto Grando”, “Libera nos a Malo” con l’aggiunta di alcune scene della tradizione popolare veneta. Lo spettacolo è un continuo susseguirsi di situazioni e dialoghi comici che mettono in luce la forza della drammaturgia in lingua veneta, sfruttando la produzione di autori come Scapin, Meneghello, Castello, Cappozzo e citando i vecchi repertori di tradizione.


MALFEMAL

Con Anna Zago e Thierry Di Vietri
testo Thierry Di Vietri
genere teatro contemporaneo
adattamento e regia Anna Zago
produzione Theama Teatro

Malfemal, breve cronaca di uno strappo

è la continua ricerca di una fusione che non si riesce mai ad ottenere. L’amore diventa un perenne strappo, come un corpo a corpo dove attraverso le immagini degli occhi e dell’anima non si riesce mai a mettere a fuoco l’altro.
Un tentativo disperato di raccogliere attraverso frammenti di vita l’integrità e l’interezza dei sentimenti, che restano sempre annichiliti da paura ed individualismo.
Qui il corpo invece di essere il tramite per una fusione di esistenze diverse, attraverso il respiro, la pelle, l’eros, diventa ostacolo, corazza, a volte arma acuminata che separa, allontana, ferisce.
Anche l’immaginazione resta intrappolata fra i sussulti della mente, l’inganno della vista e le vibrazioni di questi corpi troppo esigenti, che si allontanano e si avvicinano, “a passo di danza, in un duetto di parole, un passo di ri-cerca, come il primo passo sulla luna od un’eclisse, tra attrazione e repulsione, come due walker sulla muraglia cinese, walking on the wild side, una striscia rossa li guida e li divide, sangue, istinto, carne che si trasforma nell’atelier dei sensi per riuscire a fare un passo dopo l’altro, un passo verso l’altro, ad un passo dall’altro.( T.DV)”

Ab 23 - 26/04/2019


CLOWNFUNDING 2 - GLI AGGIUSTA FIABE

Con: Igi Meggiorin, Facundo Molina e Agostina Mendiola

Il paese delle fiabe non è privo di burocrazia, anche lì vigono regolamenti e leggi che vanno rispettate. Ecco perché l’ufficio più importante è quello dedicato al “controllo degli strafalcioni” dove arrivano segnalazioni se una fiaba viene alterata. A quel punto scatta, attraverso dei buffi “busters”, il ripristino della storia con delle particolari pene per l’infrazione.

Uno spettacolo comico, poetico, dalle immagini suggestive e che intreccia giocoleria, acrobazie e musica dal vivo. Uno spettacolo dal sapore circense adatto a tutte le età.  


ROSSO PUNGITOPO

PRODUZIONE: Theama Teatro
COMPAGNIA: Soppalco – teatro instabile
AUTORE: Francesca Marchiani e Elia Zanella
GENERE: Teatro ragazzi / Teatro famiglie
REGIA: Anna Zago e Francesca Marchiani

Bjorn è il capo di un piccolo villaggio del freddo Nord, incastonato fra le montagne, spaventato dai pericoli della foresta decide di sospendere la tradizione che si tramanda da generazioni: alla vigilia della Festa del Sole, durante la notte più lunga dell’anno, gli abitanti si incontrano ai margini della foresta portando doni e propiziandosi in questo modo gli spiriti della natura.
La scelta di Bjorn però, anche se avvertito dalla compagna Rea, porterà l’ira della più temibile creatura del mondo degli spiriti Krampus che per vendicarsi si approprierà di ciò che di più caro c’è per il villaggio… i bambini.
A risolvere la situazione interverrà Nicolaj, umile carpentiere, che con la sua ultima invenzione (i giocattoli), un grosso sacco e il suo mantello rosso riuscirà a riportare la pace nel villaggio.
Ancora oggi se chiedete in giro, sentirete di sicuro parlare di quell'uomo che durante la notte più lunga dell’anno porta doni ai bambini!


TOUCH DELLE MIE BRAME

PRODUZIONE Theama Teatro – Spettacolo sostenuto dalla Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza per TCVI
Educational
GENERE: Teatro ragazzi
CON Stefania Carlesso e Irene Silvestri
TESTO DI Massimiano Bucchi
REGIA: Anna Zago

Vera è una ragazza che vive immersa nel mondo dei social e delle tecnologie digitali, un mondo in cui lo smartphone diventa il centro di tutta la sua vita. Non si può vivere senza, non si può nemmeno concepire di starne un giorno senza, nemmeno un’ora, nemmeno a  scuola.
Vera non riesce nemmeno ad immaginarsi come poteva essere la vita di sua madre alla sua età, quando il telefono era tutta un’altra cosa, il mondo era tutta un’altra cosa. Come aveva potuto sua madre vivere la propria adolescenza negli anni Ottanta, con un solo telefono in casa e con i parenti ad origliare? Come erano diverse le sue abitudini? Era stata una vita più semplice e meno frenetica o semplicemente con problemi e i dilemmi diversi?
Uno spettacolo che confronta due generazioni, dove la Vera del presente e sua madre negli anni Ottanta si alternano in scena, passandosi continuamente il testimone. Ognuna, a suo modo, scoprirà che ad ogni opportunità di comunicare corrisponde un rischio, che ogni tecnologia e ogni epoca hanno i loro pregi e i loro limiti. L’importante è conoscerli. Tra un vortice di touch, like e chat da una parte; parenti curiosi e telefonate in corridoio dall’altra, entrambe si troveranno davanti una missione che, per le proprie abitudini e i propri mezzi, rasenta l’impossibile.
Una riflessione ironica e non moralistica sulle tecnologie che ci hanno cambiato e continuano a cambiarci la vita.

Massimiano Bucchi è professore di Scienza, Tecnologia e Società all’Università di Trento ed è stato visiting professor in numerose istituzioni accademiche in Asia, Europa e Nord America. È autore di una decina di libri pubblicati in oltre venti Paesi. Tra i più recenti Per un pugno di idee. Storie di innovazioni che hanno cambiato la nostra vita (Bompiani, 2016, tre edizioni); Come vincere un Nobel (Einaudi, 2017); Sbagliare da professionisti. Storie di errori e fallimenti memorabili (Rizzoli, 2018). Collabora con la trasmissione televisiva Superquark condotta da Piero Angela; i suoi articoli sono apparsi sui principali quotidiani (“la Repubblica”, “La Stampa”, “Il Corriere della Sera”). Per il teatro ha scritto tra l’altro La solitudine del premio Nobel la sera prima della cerimonia, interpretato da Laura Curino.


POLLICINO ROCK

I piccoli spettatori ascolteranno attraverso dei narratori “rock and roll”, la storia della determinazione e del coraggio di Pollicino un bambino un po’ basso di statura, ma tanto vivace e che adora giocare.

Dall’abbandono dei fratellini nella foresta, ai sassolini, alle briciole, all’orco fino al felice ritorno a casa Pollicino affronterà mille avventure e proverà così tante emozioni che imparerà presto a capire come fare per crescere e diventare grandi, anche in altezza!
Uno spettacolo pensato per i bambini e per le famiglie che attraverso le suggestioni di suoni, musica dal vivo, travestimenti e oggetti saranno avvolti da una storia antica con una veste nuova.